L’AC Città di Castello ha ufficializzato in settimana il tesseramento di Davide Pecorelli, classe 1975, come calciatore della prima squadra. L’ex arbitro e imprenditore, attuale segretario e dirigente addetto agli arbitri del club biancorosso, potrebbe esordire nel campionato di Eccellenza Umbra già nella sfida di domenica 16 febbraio contro l’Olympia Thyrus S. Valentino, allo stadio Bernicchi.
Un tesseramento simbolico per riaccendere i riflettori sulla vicenda giudiziaria
Pecorelli è noto anche per la sua vicenda giudiziaria internazionale, che lo ha reso protagonista di un caso mediatico. Dopo aver inscenato la propria morte in Albania per sfuggire ai creditori, è stato condannato in primo grado per truffa aggravata. La Corte di Cassazione, nel dicembre scorso, ha dato il via libera alla sua estradizione in Albania, dove rischia di scontare una pena di quattro anni di carcere.
Il Città di Castello, con questa scelta, vuole sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla situazione del suo dirigente, evidenziando come i reati a lui contestati non siano di particolare gravità e denunciando quello che ritiene un accanimento giudiziario nei suoi confronti.
Il comunicato del Città di Castello Calcio
“L’Ac Città di Castello comunica di aver provveduto in questa settimana al tesseramento, come calciatore, di Davide Pecorelli, classe 1975, che – quindi – a quasi 50 anni potrebbe esordire nel campionato di Eccellenza durante la prossima gara interna di domenica 16 febbraio allo stadio Bernicchi che vedrà la formazione di Lorenzo Mambrini affrontare l’Olympia Thyrus S. Valentino. Pecorelli, ex arbitro fino alla serie C e, successivamente, presidente e anche calciatore della Longobarda Selci Lama, da alcuni giorni è segretario e dirigente addetto agli arbitri della stessa società biancorossa. La vicenda del “Conte di Montecristo” è nota: dopo che a dicembre scorso anche la Cassazione ha dato l’ok alla richiesta di estradizione presentata dalla magistratura albanese, entro breve il provvedimento potrebbe diventare operativo e quindi, per l’ex imprenditore, si potrebbero aprire le porte del carcere di Tirana dove dovrebbe scontare una pena di 4 anni (richiesta di primo grado per truffa aggravata nel Paese delle Aquile ai tempi della morte inscenata per sfuggire in Italia dai creditori). L’Ac Città di Castello – con l’iniziativa di fare esordire Pecorelli nel campionato umbro di Eccellenza – intende di nuovo portare a conoscenza delle istituzioni e non solo la situazione del cinquantenne altotiberino che, per reati assolutamente non gravi, rischia di essere estradato in Albania. Un motivo in più, insomma, per far conoscere la vicenda giudiziaria di un personaggio che non ha commesso atti tali da meritare un accanimento spropositato da parte della magistratura albanese e italiana”.
AC CITTA’ DI CASTELLO
Il presidente
Fabio Calagreti