Il progetto BRT (Bus Rapid Transit) di Perugia continua a suscitare dubbi e polemiche. A preoccupare, in particolare, è quanto emerge riguardo l’area dell’ex mercato ortofrutticolo di via Settevalli, destinata alla costruzione di un nuovo punto vendita del marchio Esselunga, accompagnato da una vasta superficie commerciale. Le dichiarazioni sono di Valter Puliti, presidente provinciale di Confesercenti Umbria.
“Nonostante l’indiscutibile prestigio del brand, leader nella grande distribuzione, si sollevano interrogativi sulla necessità e sull’impatto della struttura prevista: ben 3.500 metri quadrati di area dedicata agli alimentari, oltre a centinaia di metri quadrati per altre attività commerciali. Si tratta di un intervento che non solo contrasta con il principio di valutare la saturazione dell’offerta commerciale – sancito dalla legge regionale – ma che rischia di aggravare ulteriormente la già complessa situazione urbanistica di Perugia”.
Un progetto controverso: quali sono le reali priorità?
Tra le criticità evidenziate da Puliti spicca la rapidità con cui è stato approvato il progetto, a differenza di altre opere da tempo in attesa di completamento. Questo aspetto, insieme alle questioni legate alla carenza di parcheggi, pone serie domande sulle scelte dell’amministrazione comunale. Si vocifera, infatti, che eventuali mancanze in termini di parcheggi potrebbero essere compensate economicamente dai privati, una soluzione che rischierebbe di riportare la pianificazione urbanistica indietro di decenni.
Un impatto significativo sul tessuto economico locale
“Questa nuova apertura potrebbe rappresentare un ulteriore colpo alle piccole attività di vicinato e alle imprese locali, già messe a dura prova da anni di politiche commerciali sbagliate. L’espansione delle grandi catene rischia di penalizzare sia i negozi di prossimità sia altre realtà della grande distribuzione”.
“È legittimo chiedersi: quale sarà il prezzo da pagare per lo sviluppo? Se l’obiettivo del BRT era migliorare la mobilità urbana, il suo legame con un progetto di tale portata commerciale sembra quanto meno incoerente. La speranza è che l’amministrazione chiarisca i propri intenti e garantisca un equilibrio tra sviluppo e tutela del tessuto economico-sociale della città”.
“In un momento in cui si parla tanto di sostenibilità e di rigenerazione urbana, è fondamentale che le scelte politiche vadano nella direzione di un reale beneficio per tutti i cittadini, senza lasciare spazio a decisioni che favoriscono solo pochi attori economici a scapito della collettività. A noi questa del Brt sembra una polpetta avvelenata”