Don Serafino Rondini: la storia del ‘Piccolo Grande Sacerdote’ rinasce a ottant’anni dalla sua morte

Un nuovo libro di Umberto Maiorca rivela aspetti inediti della vita e della missione di Don Serafino, tra ricerca storica e testimonianze commoventi

Don Serafino Rondini

A ottant’anni dalla scomparsa di Don Serafino Rondini, avvenuta a Pistrino di Citerna il 25 luglio 1944, quando violenti scontri tra le truppe tedesche in ritirata e le forze angloamericane devastarono la zona, un nuovo libro di Umberto Maiorca riporta alla luce la storia di questo sacerdote di grande carisma e coraggio. La figura di Don Serafino, ricordata anche in altre pubblicazioni passate, viene definita “piccolo grande sacerdote” per la dedizione incrollabile alla sua missione, come sottolinea il pronipote Pier Francesco Quaglietti nella prefazione. Devoto alla sua vocazione e all’impegno come educatore, Don Serafino si spense all’età di 43 anni, poco dopo aver celebrato il ventesimo anniversario del suo sacerdozio.

Umberto Maiorca, giornalista autore di numerosi saggi e opere presentate a livello nazionale, firma questa volta “Don SERAFINO RONDINI, 80 anni dalla morte” (sìEdizioni). L’autore ha integrato alla narrazione non solo alcuni scritti già pubblicati, ma anche nuove scoperte frutto di approfondite ricerche d’archivio, portando alla luce documenti inediti che arricchiscono il ritratto del sacerdote. Oltre al supporto di Pier Francesco Quaglietti, Maiorca ha ascoltato l’attuale parroco di Pistrino, Don Olimpio Cangi, terzo successore di Don Serafino e custode della sua memoria, il quale ha contribuito a far emergere dettagli che permettono una comprensione più profonda della sua eredità morale.

Particolarmente significativa è la copertina del libro: una fotografia di una statuetta installata davanti alla canonica il 16 dicembre 1984. Realizzata dal nipote Amblé Sonaglia, la statua presenta 43 chiodi, che simboleggiano gli anni di vita di Don Serafino, e 20 chiodi come bottoni sul talare, a rappresentare i suoi anni di sacerdozio. La fiaccola che stringe è un richiamo alla sua frase più celebre: “Struggerò con la mia vampa il gelo“.

 

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