Martina Leonardi, candidata alla presidenza della Regione Umbria, è intervenuta in occasione della visita del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in Umbri , criticando lo stato attuale della scuola in Italia. “Oggi la scuola sopravvive”, afferma Leonardi, attribuendo il merito “a milioni di insegnanti che si impegnano per dare dignità a quella che dovrebbe essere l’istituzione fondamentale di uno Stato”.
Secondo la candidata, dalla riforma Gelmini alla ‘Buona Scuola’ di Renzi, l’istruzione si è trasformata in un’impresa che punta a formare “capitale umano a basso costo”, basandosi sempre più su performance, voti e competizione. Leonardi denuncia inoltre una tendenza a “incentivare il privato, precarizzando ulteriormente i docenti”, e critica la mancanza di un “vero cambiamento culturale sul modello scolastico” che si allinei agli altri Paesi europei.
Leonardi punta poi su un’idea di scuola più inclusiva e partecipativa, citando alcuni esempi virtuosi come l’Istituto di Lozzo Atestino e la scuola Marconi di San Cataldo. “Vorrei una scuola aperta a tutti e tutte, sempre”, spiega la candidata, evidenziando l’importanza di un ambiente che “colmi le differenze anziché crearle”.
Tra le sue proposte, Leonardi immagina una scuola che garantisca “un pasto sano ogni giorno, attività sportive, musicali e teatrali per tutti”, realizzabile attraverso “patti educativi di comunità” con associazioni e cooperative del territorio. Leonardi insiste anche sulla necessità di una gestione amministrativa efficiente, capace di “accedere a fondi europei per sostenere progetti innovativi”.
“Ma dei bambini chi parla in campagna elettorale?”, si chiede Leonardi, sottolineando come “solo noi abbiamo posto al centro dell’attenzione i più piccoli”. Per la candidata, la scuola deve tornare ad essere “il primo luogo di educazione, non di semplice formazione”, un pilastro per costruire una comunità più inclusiva e accogliente.