Suicidio assistito, grazie a Laura Santi la Corte Costituzionale fa chiarezza sui requisiti

La Consulta, su richiesta della giornalista perugina affetta da sclerosi mutipla ha definito i contorni normativi, affermando che il paziente ha il diritto fondamentale di rifiutare qualsiasi trattamento sanitario praticato sul proprio corpo, i

La Corte Costituzionale ha fatto chiarezza sulla vicenda del suicidio assistito, particolarmente dibattuta in Umbria grazie alla battaglia intrapresa dalla giornalista perugina affetta da sclerosi mutipla   Laura Santi. In assenza di una legge specifica, la Consulta ha chiarito il quadro entro cui ci si muove, confermando i requisiti stabiliti dalla sentenza del 2019.

Requisiti per l’accesso al suicidio assistito

I giudici Franco Modugno e Francesco Viganò, nella sentenza 135, hanno sottolineato che i requisiti per l’accesso al suicidio assistito includono: la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, l’irreversibilità della malattia, la presenza di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili e la capacità del paziente di prendere decisioni libere e consapevoli. Tutti questi requisiti devono essere accertati e certificati dal servizio sanitario nazionale.

Diritto di rifiuto dei trattamenti sanitari

La Consulta afferma che il paziente ha il diritto fondamentale di rifiutare qualsiasi trattamento sanitario praticato sul proprio corpo, indipendentemente dalla complessità del trattamento. Non può essere questa la discriminante: sia i trattamenti complessi che quelli semplici sono da considerarsi sostegni vitali, senza i quali il paziente smetterebbe di vivere. Esempi di tali trattamenti includono l’idratazione, l’alimentazione, la ventilazione artificiale e persino procedure come lo svuotamento manuale dell’intestino e l’aspirazione del muco dalle vie bronchiali, spesso effettuate da caregiver.

La Corte ha precisato che la dipendenza dai trattamenti vitali deve essere considerata unitariamente insieme agli altri requisiti. Inoltre, non ci deve essere distinzione tra un paziente che è già sottoposto a trattamenti di sostegno vitale e uno che ne ha necessità ma non è ancora sottoposto a tali trattamenti.

Ricorso alle cure palliative

La Corte sollecita anche il ricorso più ampio possibile alle cure palliative per i pazienti che soddisfano i requisiti per il suicidio assistito. Questo garantisce che anche i pazienti in condizioni gravi possano avere accesso alle migliori cure disponibili per alleviare le loro sofferenze.

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