Tentò di uccidere un minore: 24enne albanese patteggia la condanna a 4 anni

Il giovane investì il 17enne con l'auto nel maggio scorso a Città di Castello

Un 24enne albanese ha patteggiato una condanna a quattro anni di carcere per aver tentato di uccidere un minorenne nel maggio scorso a Città di Castello. L’incidente, avvenuto il 24 maggio in via Rodolfo Morandi, è stato ricostruito dagli inquirenti come un tentativo intenzionale di investire un diciassettenne egiziano utilizzando un’auto come “arma”.

La dinamica dei fatti

Secondo il sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti, l’imputato ha agito con “atti idonei e diretti in modo non equivoco a procurare la morte” della vittima. Alla guida di una Volvo C30, l’albanese avrebbe compiuto una manovra deliberata: una retromarcia per guadagnare velocità, seguita da un’accelerazione verso il minore. L’impatto non si è concluso lì: l’auto è stata nuovamente messa in retromarcia, schiacciando il ragazzo tra la Volvo e una BMW parcheggiata. Le grida della vittima hanno attirato l’attenzione dei poliziotti del vicino commissariato, che sono intervenuti immediatamente. Il giovane ferito è stato trasportato d’urgenza in ospedale dal personale del 118, mentre l’albanese veniva fermato con l’accusa di tentato omicidio.

Il contesto e le ferite riportate

Le indagini hanno rivelato che poche ore prima dell’aggressione, l’imputato era stato picchiato dal fratello della vittima, un episodio che potrebbe aver scatenato l’azione violenta. Il diciassettenne ha riportato una frattura biossea esposta alla gamba sinistra, con copiosa perdita di sangue. Le lesioni, giudicate guaribili in 40 giorni, hanno richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. Il magistrato inquirente ha evidenziato le aggravanti: l’uso di un’autovettura come “mezzo insidioso” e il fatto che la vittima fosse minorenne. Tra le prove raccolte figurano il rapporto della Polizia del 24 maggio, testimonianze oculari e l’interrogatorio dell’imputato, che ha ricostruito il suo litigio con il fratello della vittima.

Il procedimento giudiziario

L’udienza preliminare si è tenuta davanti al giudice Valerio D’Andria. L’imputato, difeso dall’avvocato Massimiliano Dei, ha scelto di patteggiare la pena, mentre la persona offesa è assistita dall’avvocato Eugenio Zaganelli. La Procura ha contestato all’albanese l’intenzione di uccidere e l’uso di modalità che hanno reso l’aggressione particolarmente grave. La vicenda mette in luce una dinamica di violenza che ha trovato il suo culmine in un gesto drammatico.

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