Morte assistita, Laura Santi denuncia la Usl Umbria 1 per violenza privata

Laura Santi, affetta da sclerosi multipla, denuncia l'azienda sanitaria per omissione di atti d'ufficio e violenza privata, sottolineando il ritardo nella valutazione del suo caso legato alla richiesta di accesso alla morte assistita.

Laura Santi, una giornalista perugina affetta da sclerosi multipla, ha nuovamente denunciato la USL Umbria 1 per omissione di atti d’ufficio e violenza privata. La donna, sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni, aveva già richiesto nel 2022 all’azienda sanitaria di sottoporsi alle verifiche necessarie, in base alla sentenza costituzionale 242/2019, per poter accedere alla morte assistita.

Dopo un forte peggioramento delle sue condizioni all’inizio del 2024, Laura Santi si è rivolta di nuovo alla USL Umbria 1 chiedendo una rivalutazione medica. Nonostante le diffide e le sollecitazioni da parte dell’Associazione Luca Coscioni e del suo team legale, l’azienda sanitaria non ha mai fornito una risposta ufficiale. Secondo l’associazione, nonostante la gravità della situazione, né Laura né i suoi legali hanno ricevuto un riscontro adeguato sui motivi del ritardo nella valutazione.

Il percorso legale di Laura Santi è iniziato più di due anni fa, con diffide e ricorsi. Il Tribunale di Perugia, alla fine, aveva ordinato all’azienda sanitaria di redigere una relazione medica completa, includendo anche il parere del comitato etico. Tuttavia, la valutazione iniziale era stata negativa: nonostante la presenza di tutti gli altri requisiti per l’accesso alla morte assistita, Santi non era considerata “tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale”, come stabilito dai medici.

Il peggioramento delle sue condizioni nel 2024 ha richiesto una nuova verifica da parte della commissione medica. Questa verifica è stata effettuata il 10 maggio, e Laura ha continuato a fornire aggiornamenti medici costanti tramite il suo team legale, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.

A giugno 2024, nel corso di un procedimento costituzionale relativo a un altro caso di accompagnamento in Svizzera per la morte assistita, Laura Santi è stata ammessa come interveniente. In questa occasione, la sentenza 135/2024 ha definito esplicitamente alcuni trattamenti, come il cateterismo e lo svuotamento intestinale, come trattamenti di sostegno vitale. Secondo l’Associazione Luca Coscioni, tale sentenza ha chiarito qualsiasi dubbio riguardo alla condizione di Laura, riconoscendo che la sua necessità di assistenza continuativa rientra nei parametri dei trattamenti di sostegno vitale.

Nonostante questi sviluppi, la USL Umbria 1 non ha ancora comunicato gli esiti delle verifiche, come sottolineato dall’Associazione Luca Coscioni. Laura Santi ha quindi proceduto con una nuova diffida, chiedendo una risposta formale dall’azienda sanitaria.

La lentezza delle risposte da parte delle autorità sanitarie è stata duramente criticata dall’avvocata Filomena Gallo, che ha definito i cinque mesi di attesa “inaccettabili”. “La legge penale punisce omissioni e ritardi non giustificabili”, ha affermato, evidenziando come il silenzio dell’azienda sanitaria sia particolarmente grave data la sofferenza intollerabile di Laura, già documentata da certificazioni mediche.

La stessa Laura Santi ha espresso profonda frustrazione, lamentando di aver scoperto dai media che la commissione medica avrebbe dato parere positivo, mentre il comitato etico non ha ancora preso una decisione. “Questa attesa è un atto di violenza e indifferenza”, ha dichiarato, sottolineando come le sue condizioni continuino a peggiorare ogni giorno.

La giornalista ha chiesto nuovamente alle istituzioni di prendere una posizione chiara sulla questione della morte assistita e di non continuare a ignorare una situazione che, a suo parere, diventerà sempre più urgente e ineludibile.

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