In bici per sostenere Norcia e Castelluccio, anche Giancarlo Brocci ‘abbraccia i Sibillini’

Si è svolta l’8 ªedizione della cicloturistica ideata dall’associazione Francesco nei sentieri. Ciclisti da Umbria e Toscana per tenere alta l’attenzione sulle popolazioni colpite dal sisma

In tanti sono giunti anche dalla Toscana, e tra loro pure il fondatore de L’Eroica Giancarlo Brocci, per partecipare all’ottava edizione dell’evento sportivo ‘Un abbraccio ai Sibillini’ e tenere così viva l’attenzione sulla situazione delle popolazioni colpite dal terremoto del 2016. Domenica 9 giugno si è infatti tenuta la pedalata non competitiva ideata e organizzata dall’associazione sportiva perugina Francesco nei sentieri e dal suo presidente Cesare Galletti.

Una ciclostorica di vicinanza agli abitanti di Norcia e Castelluccio, per i quali la ferita del sisma non si è ancora rimarginata. Il gruppo di ciclisti e appassionati di bici d’epoca hanno così percorso i 38 chilometri che separano le due località, partendo la mattina presto dalla città di san Benedetto, passando poi per il Piano delle Marcite, fino al Pian Grande e quindi Castelluccio.

“Continuiamo a essere vicini al cratere del terremoto – ha ricordato Galletti – e a Norcia e Castelluccio in particolare. Quest’anno, poi, con una partecipazione estremamente qualificata: abbiamo amici da tutta la bassa Toscana e tutti i vertici della manifestazione cicloturistica internazionale L’Eroica, compreso il fondatore Giancarlo Brocci. Continueremo a dimostrare vicinanza a queste popolazioni e a tenere alta l’attenzione sulla condizione di tanti anziani che ancora non sono riusciti a rientrare nelle loro case”.

“Manifestazioni come queste – ha commentato Brocci – servono per dare un contributo a territori che meritano di essere scoperti dal turismo in bici. Il ciclista deve andare a cercare posti non assediati dal traffico, dove la bici è rispettata e trova spazi vitali e grande bellezza. Qui siamo nell’Italia migliore, quella di periferia, dove ancora ci sono ritmi di vita a misura d’uomo, bellezze naturali, accoglienza, cortesia e rispetto. Tutto ciò che abbiamo trovato noi oggi. Poi l’aspetto del ricordo del dramma del terremoto: popolazioni che devono essere aiutate, luoghi che non devono morire perché sono forse il patrimonio più grande del Paese. L’Italia di periferia è l’Italia più bella”.

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