In appello, un individuo precedentemente condannato per abuso sessuale nei confronti di una adolescente di 16 anni ha visto modificata la propria sentenza. L’evento incriminato si era verificato durante un soggiorno estivo in Umbria; l’uomo, legato alla famiglia della vittima da rapporti di amicizia, ha beneficiato delle attenuanti generiche, portando alla riduzione della sua pena carceraria a 3 anni e 6 mesi.
L’accusato, un sessantenne originario del nord Italia e genitore di un’amica di scuola della giovane, era stato ospite in un casolare affittato per le vacanze nel 2013. Durante questo periodo, insieme alla famiglia della ragazza, avrebbe dovuto godere di momenti di tranquillità. Tuttavia, la Procura di Perugia aveva identificato due specifici episodi di condotta inappropriata da parte dell’uomo nei confronti della minore.
La vittima, nella sua denuncia, raccontava di come l’uomo, approfittando di un momento in cui era sola, avesse fatto ingresso nella sua stanza con l’intento di abusarne, dichiarandole inoltre un interesse morboso nei suoi confronti sin dalla sua preadolescenza e negando che i suoi atti costituissero un abuso. In un’altra circostanza, l’accusato avrebbe avuto comportamenti inappropriati mentre entrambi si trovavano in automobile.
La giovane, rappresentata legalmente dall’avvocato Maurita Lombardi, aveva ribadito queste accuse anche di fronte al magistrato durante l’udienza preliminare, evidenziando come l’imputato avesse abusato della fiducia maturata con lei nel tempo, sfruttando anche il legame con la propria figlia.
Inizialmente condannato a nove anni di reclusione e al versamento di un indennizzo preliminare di 25.000 euro a beneficio della vittima, l’imputato ha visto ora un’esito più clemente in appello, grazie alla difesa dell’avvocato William Crivellari, che ha portato alla revisione della sua condanna.