Omicidio Cumani: armi per gioco, vecchi sticker e il ruolo da “paciere”, così Amri si difende

Yassin Amri, accusato di omicidio per la morte di Hekuran Cumani, minimizza le accuse di materiale pedopornografico e minacce durante l’interrogatorio con i magistrati di Perugia.

Yassin amri

Yassin Amri, il 19enne attualmente detenuto con l’accusa di aver ucciso Hekuran Cumani, ha risposto alle domande dei magistrati nel corso dell’interrogatorio di ieri, svoltosi davanti al procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, e alla pm Gemma Miliani, titolare del fascicolo sull’omicidio. Il giovane, che si trova nel carcere di Siena, ha minimizzato le accuse che gli sono state mosse, cercando di giustificare il materiale pedopornografico trovato nei suoi dispositivi e le foto in cui imbraccia armi.

La difesa di Amri sulle accuse di materiale pedopornografico

Amri ha cercato di ridurre il peso delle accuse di detenzione di materiale pedopornografico, sostenendo che le immagini in questione fossero “solo sticker rimasti nella memoria inviati da qualcuno in una chat sei anni fa, quando ero ancora minorenne”. La giustificazione si è concentrata sulla sua età al momento dei fatti e sull’idea che il materiale fosse stato inviato senza una consapevolezza piena.

Per quanto riguarda le foto in cui si mostra con pistole finte e coltelli, il 19enne ha dichiarato che si trattava semplicemente di “foto scattate per gioco”, alcune delle quali realizzate per un video musicale. Secondo Amri, quindi, le immagini non avrebbero alcun valore criminale, ma sarebbero parte di attività legate ad una fase della sua vita giovanile e non a comportamenti pericolosi o devianti.

Le minacce fuori dal pronto soccorso: “Solo per fare da paciere”

Un altro episodio sotto inchiesta riguarda le minacce fatte da Amri con un coltello fuori dal pronto soccorso dell’ospedale di Perugia, poco prima dell’omicidio di Hekuran Cumani. Il giovane ha sostenuto che, nonostante l’uso di un coltello, la sua intenzione fosse solo quella di “fare da paciere” tra i rivali del suo amico, coinvolto in una rissa avvenuta poco prima. Amri ha dichiarato di aver voluto calmare la situazione, negando che ci fosse un’intenzione minacciosa o violenta.

L’interrogatorio di ieri si è concentrato esclusivamente su alcune delle accuse aggiuntive, come la detenzione di materiale pedopornografico e le minacce di quella sera. Il delitto di Hekuran Cumani, per cui Amri è accusato di omicidio, non è stato trattato nell’interrogatorio, anche se la sua posizione in relazione all’omicidio resta il focus dell’inchiesta. L’interrogatorio era infatti stato convocato per discutere delle minacce e delle altre contestazioni, ma Amri non ha fatto dichiarazioni in merito al delitto stesso.

Nel frattempo, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio, mancano ancora i risultati degli accertamenti genetici sui vestiti della vittima, Hekuran Cumani, che potrebbero contenere Dna e cellule epiteliali dell’assassino. Questi risultati potrebbero essere determinanti per chiarire ulteriormente le dinamiche del delitto e il coinvolgimento di Amri.

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