L’intervento tempestivo della polizia penitenziaria ha sventato un tentativo di introdurre sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno della casa di reclusione di massima sicurezza di Maiano, a Spoleto. Un drone in volo sopra il perimetro della struttura penitenziaria è stato individuato e neutralizzato dagli agenti mediante un disturbatore di frequenze, impedendo così che il carico illecito raggiungesse i detenuti.
L’operazione, condotta nei giorni scorsi, si è conclusa con l’arresto di un uomo incensurato di origini campane, sorpreso nei campi limitrofi al carcere mentre manovrava l’apparecchio aereo. Il sequestro ha portato al recupero di 300 grammi di hashish e due telefoni cellulari che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero dovuti entrare nella struttura attraverso il volo del drone.
Gli agenti del carcere di Maiano hanno individuato il velivolo durante le normali attività di sorveglianza del perimetro della casa di reclusione. La tecnologia anti-drone, dotata di sistema di disturbo delle frequenze radio, ha permesso di respingere l’apparecchio e di localizzare l’operatore nelle campagne circostanti l’istituto penitenziario.
L’uomo, condotto all’interno dei locali del penitenziario per essere interrogato, ha ammesso le proprie responsabilità davanti agli agenti della polizia penitenziaria. Dopo l’arresto, è stato trasferito presso la casa circondariale di Capanne a Perugia, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini proseguono su due fronti distinti. Gli investigatori stanno lavorando per individuare eventuali complici del campano che potrebbero essere stati presenti sul luogo durante il tentativo e che si sarebbero allontanati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. L’ipotesi è che l’operazione richiedesse il coordinamento di più persone, sia all’esterno che potenzialmente all’interno della struttura.
Il secondo filone investigativo si concentra sull’identificazione dei destinatari finali del carico illecito. Gli inquirenti stanno cercando di determinare quali detenuti della casa di reclusione di massima sicurezza avrebbero dovuto ricevere gli stupefacenti e i dispositivi elettronici, elementi che avrebbero consentito comunicazioni non autorizzate con l’esterno.
L’episodio testimonia l’evoluzione delle tecniche utilizzate per introdurre materiale illecito nelle strutture carcerarie. L’uso di droni per il trasporto di droga e cellulari rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza degli istituti penitenziari, richiedendo l’adozione di contromisure tecnologiche sempre più sofisticate.
La casa di reclusione di Maiano di Spoleto ospita detenuti sottoposti a regime di massima sicurezza, circostanza che rende ancora più significativo il tentativo di introdurre dispositivi di comunicazione non autorizzati. L’accesso a telefoni cellulari permetterebbe infatti ai detenuti di eludere i controlli sulle comunicazioni e potenzialmente coordinare attività illecite dall’interno della struttura.