Umbria isolata ad agosto, Federalberghi: “Turismo a rischio, pagheranno Assisi e l’intera regione”

Il presidente Fittuccia lancia l’allarme dalle colonne de Il Messaggero: i lavori sulla linea ferroviaria metteranno in ginocchio il settore nel mese clou per arrivi e presenze

Mentre finora a farsi sentire erano stati soprattutto i pendolari, adesso anche il mondo economico dell’Umbria alza la voce contro i disagi previsti sui collegamenti ferroviari da e per Roma durante il mese di agosto. A lanciare l’allarme è Simone Fittuccia, presidente regionale di Federalberghi Confcommercio, che parlando al quotidiano Il Messggero,  definisce la situazione «molto pesante» e teme pesanti ripercussioni sull’intero comparto turistico umbro.

A partire dal 6 agosto, a causa dei lavori sulla linea tra Terni e Foligno e alle difficoltà previste sui binari 1 e 2 Est della stazione Roma Termini, l’Umbria sarà di fatto «isolata per un mese». Lo sottolinea con forza Fittuccia: «Ci ritroveranno per un mese isolati. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Sì, ci saranno i bus sostitutivi, ma non è la stessa cosa dei treni. E tutto questo nell’anno del Giubileo, un anno cruciale per il nostro turismo».

Il nodo è anche simbolico: Roma significa Giubileo, e Giubileo significa pellegrinaggi e turisti, molti dei quali scelgono Assisi come meta naturale. Fittuccia ricorda che «Assisi è, dopo Roma, la città più visitata da turisti e pellegrini» e che solo nei primi mesi del 2025 ha fatto registrare un +20% di presenze. Ora, però, l’intero equilibrio rischia di saltare. «Perderemo il turismo di uno o due giorni, quello che magari ha scelto Roma come base ma un salto ad Assisi non se lo nega», spiega, prevedendo forti cali per alberghi, b&b, ristoranti, negozi, bar e venditori di souvenir.

A preoccupare è soprattutto il momento in cui l’intervento ferroviario è stato pianificato: agosto è il mese di punta per il turismo in Umbria, e i dati di giugno e luglio avevano già evidenziato un rallentamento rispetto alle attese. «Agosto era segnato in rosso per fare il pieno, adesso è segnato in nero», commenta amaramente Fittuccia, evidenziando come il treno resti il mezzo più usato per gli spostamenti turistici, nonostante le storiche criticità nei collegamenti regionali. Il San Francesco d’Assisi Airport, sottolinea, «non riesce a garantire tutte le direttrici e i collegamenti che possono essere coperti con i treni».

Federalberghi ha tentato di muoversi in anticipo: ha chiesto un confronto a Trenitalia e ha interessato la Regione Umbria, ma l’intervento rimane confermato. «Per le attività turistiche sarebbe stato molto meno pesante un intervento invernale», aggiunge Fittuccia. Tuttavia, uno slittamento avrebbe penalizzato ancora di più i pendolari, già sottoposti a una mole di disagi durante l’anno.

C’è poi un altro elemento a rendere la situazione ancora più delicata: il 7 settembre si terrà ad Assisi la canonizzazione di Carlo Acutis, evento destinato a richiamare migliaia di pellegrini. «Tutti quei movimenti sono ora a rischio», avverte Federalberghi, che teme una perdita significativa di affluenza anche su Perugia e su altri centri.

Infine, il rischio concreto è che i flussi turistici si spostino altrove. «I flussi rischiano di spostarsi verso la Toscana, che da Roma, con il treno, è più facilmente raggiungibile anche per la classica gita in giornata verso Firenze», conclude Fittuccia. E questo, in un momento in cui l’Umbria stava recuperando presenze sull’asse Roma-Firenze, potrebbe annullare i progressi compiuti nell’ultimo biennio, riportando ristorazione e accoglienza ai livelli pre-pandemia o peggio.

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