Sociale “frammentato”, la Lega: “Penalizzate le famiglie, scelta incomprensibile”

Marchetti e Fioroni criticano la Giunta umbra per la decisione di frammentare le deleghe sociali, definendola un errore politico e gestionale grave

La decisione della Giunta regionale dell’Umbria di riorganizzare le competenze in ambito sociale, adottata con la delibera del 22 luglio, ha suscitato forti reazioni politiche. Tra le più critiche, quella del Segretario regionale della Lega, Riccardo Augusto Marchetti, e di Paola Fioroni, responsabile del dipartimento Economia Sociale e Disabilità del partito. I due esponenti leghisti denunciano quella che definiscono una “frammentazione pericolosa” del sistema di welfare umbro.

“Apprendiamo con forte preoccupazione della decisione… di sottrarre alla Direzione Salute e Welfare regionale competenze fondamentali per il sistema del sociale umbro”, affermano in una nota congiunta. Tra le funzioni spostate ad altre direzioni: immigrazione, politiche giovanili, protezione internazionale, inclusione sociale, contrasto alla povertà, politiche per gli anziani, esecuzione penale esterna, Terzo Settore e Servizio Civile.

Ancor più critico il giudizio sul trattamento riservato alle politiche per l’infanzia, che verranno separate da quelle familiari. Secondo Fioroni, prima firmataria della legge regionale sulle politiche familiari approvata nella scorsa legislatura, si tratta di una scelta che tradisce lo spirito della normativa: “Una legge organica… mirava a tenere insieme interventi su genitorialità, minori, conciliazione, natalità e reti territoriali”. Il timore è che questa ristrutturazione possa portare a “discontinuità operativa, disorientamento istituzionale e inefficacia delle risposte”, proprio in un momento in cui il sistema sociale avrebbe bisogno di coesione.

Marchetti e Fioroni parlano di un “vero atto politico contro la famiglia” e denunciano l’assenza di una visione integrata e di atti concreti da parte della Giunta, che secondo loro non sarebbe interessata ad attuare misure già approvate nella precedente legislatura.

“Il sociale non è un insieme di pratiche burocratiche da distribuire in modo casuale”, affermano, sottolineando che la gestione delle politiche sociali richiede una regia unica, coerente e trasversale. La preoccupazione espressa riguarda anche il futuro degli operatori regionali impegnati nel settore, che rischiano di essere a loro volta “spacchettati”, perdendo riferimenti stabili e operatività.

Non manca infine una stoccata alla comunicazione istituzionale su temi sensibili come la promozione della pace: “Per ora si è vista solo l’esposizione di qualche bandiera. Ma la pace non è uno slogan”, scrivono. Serve invece, secondo la Lega, un impegno concreto, con politiche inclusive, educazione e investimenti reali sul territorio.

L’appello finale è rivolto alla Giunta regionale affinché riveda l’impostazione attuale e apra un confronto reale con gli attori del Terzo Settore, le famiglie e gli enti locali, per costruire un modello sociale capace di offrire risposte efficaci e coerenti. “La Regione Umbria ha bisogno di unità, non di frammentazione. Di visione, non di improvvisazione”, concludono Marchetti e Fioroni.

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