A dodici mesi dall’insediamento della Giunta guidata da Vittoria Ferdinandi, l’opposizione comunale di Perugia traccia un bilancio severo dell’operato amministrativo, definendo il primo anno come un periodo segnato da “immobilismo, ideologia e distanza dalla realtà quotidiana dei cittadini”. A prendere posizione sono stati i gruppi consiliari del centrodestra insieme all’ex consigliera regionale Paola Fioroni (Lega), che hanno presentato una valutazione dettagliata su vari fronti.
Tra le critiche più forti, quella relativa alla gestione della sicurezza urbana. Secondo l’opposizione, la Giunta avrebbe operato “una rimozione culturale del tema sicurezza”, a partire dall’eliminazione dell’assessorato dedicato, alla revoca del taser per la polizia locale, fino allo smantellamento del nucleo decoro urbano in zone sensibili come Fontivegge. “Si è dato il segnale che ‘tutto è permesso’, favorendo degrado, aggressioni e tensioni sociali”, hanno dichiarato i rappresentanti della minoranza.
“Per noi la sicurezza è il prerequisito dell’inclusione, non il suo contrario”, ha sottolineato Fioroni, ricordando come durante la precedente amministrazione siano stati introdotti strumenti di tutela per gli agenti e misure concrete contro il degrado. “Chi costruisce comunità, come famiglie, commercianti, anziani, persone con disabilità, non può essere abbandonato a chi impone le proprie regole o trasforma quartieri in zone franche”.
Anche sul fronte della partecipazione civica, le accuse non sono mancate. “Si riempiono piazze e programmi della parola partecipazione, ma in un anno nulla è stato fatto per attuare gli strumenti previsti dalla legge regionale sull’amministrazione condivisa”, hanno denunciato i consiglieri di opposizione. “Chiediamo serietà: non basta evocare la partecipazione, bisogna costruirla”.
Particolarmente duro il giudizio in merito alle politiche per la disabilità: sebbene siano stati ereditati fondi importanti, “manca una visione, manca un vero progetto di vita personalizzato”. Secondo l’opposizione, il rischio è che le risorse si trasformino in mero assistenzialismo: “Dignità e futuro si costruiscono con scelte strutturate, non con misure tampone”.
Non è mancata una critica anche alla gestione fiscale, definita “fuorviante e parziale”: la Giunta ha comunicato una riduzione delle imposte, ma “il beneficio ha toccato solo poche categorie, mentre il ceto medio è stato ancora una volta dimenticato”, hanno affermato i rappresentanti del centrodestra. “Una misura utile solo per generare consenso, ma priva di impatto reale”.
Sul piano delle grandi opere, il giudizio è netto: “No al Nodo di Perugia, no all’Alta Velocità, no al termovalorizzatore. Si dice no a tutto senza proporre nulla in cambio”. Per l’opposizione, rifiutare ogni infrastruttura strategica significa autoescludere la città da ogni possibilità di crescita.
Anche in ambito sanitario, benché la materia non sia di competenza diretta del Comune, l’opposizione sottolinea l’assenza di iniziative. “In campagna elettorale la sinistra ha promesso attenzione con una lista dedicata alla Sanità Pubblica. Oggi, dopo dodici mesi, non c’è un’idea, un progetto, nemmeno un segnale”.
Il quadro si chiude con il tema del degrado urbano e dei servizi educativi. “Manutenzione assente, verde pubblico trascurato, strade dissestate. E non tutti i bambini trovano posto nei nidi comunali, nonostante gli investimenti precedenti”. La sintesi del bilancio è impietosa: “Perugia è oggi più disordinata, più isolata, più debole. Non per mancanza di risorse, ma per mancanza di coraggio”.
“Noi continueremo a fare opposizione seria, concreta, presente”, concludono i consiglieri, “perché Perugia non può restare ostaggio di chi governa con gli slogan. Serve una politica che agisce, che ascolta e che decide. E noi ci saremo, ogni giorno, per pretenderlo”.