La Regione Umbria e Aiop Umbria hanno presentato ieri mattina, nella sede di Confindustria Umbria a Perugia, il progetto di restauro dei dipinti murali della Cappella Salus Infirmorum dell’ex Policlinico di Monteluce. L’opera, realizzata nel 1943 dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori, necessita di un intervento conservativo urgente a causa del progressivo deterioramento della superficie pittorica. Il finanziamento avverrà attraverso lo strumento dell’Art Bonus, con le imprese della sanità privata e privata convenzionata del territorio chiamate a sostenere economicamente l’operazione. Si tratta della prima applicazione di questo meccanismo da parte della Regione Umbria, introdotto nel Testo Unico della Cultura e dell’impresa creativa approvato di recente dalla Giunta regionale.
Un ciclo pittorico futurista in un luogo di preghiera
La Cappella Salus Infirmorum fu costruita tra il 1936 e il 1943 su progetto dell’ingegner Carlo Cucchia, selezionato tramite concorso pubblico nell’ambito dell’ampliamento dell’allora ospedale di Monteluce. L’incarico per la decorazione pittorica fu affidato a Gerardo Dottori, figura di spicco dell’aeropittura futurista e tra i più rappresentativi artisti umbri del Novecento. Il risultato è un ciclo di immagini che coniuga il linguaggio tradizionale richiesto dalla destinazione religiosa dell’edificio con elementi distintivi del futurismo: visioni liriche dall’alto, scorci del paesaggio umbro e composizioni aeree che restituiscono la cifra stilistica dell’autore. La superficie pittorica complessiva interessata dal restauro ammonta a circa 240 metri quadrati.
Lo stato di conservazione e gli interventi precedenti
Le decorazioni mostrano oggi un deterioramento diffuso: cadute di colore, depositi di polvere, perdita delle finiture dorate e segni di infiltrazioni d’acqua che nel corso degli anni hanno compromesso la vivacità cromatica dell’insieme. Non si tratta del primo intervento sull’edificio: negli anni Novanta fu già eseguito un restauro pittorico, mentre in una fase successiva furono effettuati lavori di sistemazione della parete esterna e di impermeabilizzazione della cupola. La proprietà della cappella è passata nel 2016 dal Comune di Perugia alla Regione Umbria.
Il progetto di restauro: indagini diagnostiche e reintegrazioni pittoriche
L’intervento conservativo previsto è articolato e comprende più fasi operative. Si partirà da indagini diagnostiche preliminari per valutare lo stato effettivo dei materiali, cui seguiranno la pulitura delle superfici, il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, la rimozione di depositi e sali, le stuccature delle lacune e le reintegrazioni pittoriche ad acquerello. È previsto inoltre il ripristino delle dorature presenti nelle fasce luminose della cupola, elementi decorativi che caratterizzano l’architettura dell’edificio. I lavori saranno affidati a un’azienda specializzata nel restauro di beni culturali e avranno una durata stimata di circa cinque mesi.
Art Bonus e sanità privata: un modello di finanziamento partecipato
L’aspetto innovativo dell’iniziativa risiede nel modello di finanziamento adottato. Le imprese della sanità privata e privata convenzionata presenti all’incontro sono state invitate a contribuire al restauro attraverso l’Art Bonus, lo strumento fiscale che riconosce un credito d’imposta ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore del patrimonio culturale pubblico. L’iniziativa è stata promossa congiuntamente da Regione Umbria e Aiop Umbria — l’Associazione Italiana Aziende Sanitarie e Socio-Sanitarie di Diritto Privato — con l’obiettivo di costruire una rete di sostegno territoriale attorno a un’opera di rilevante valore storico e artistico.
All’incontro hanno partecipato il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura Tommaso Bori, il presidente di Aiop Umbria Alberto Cucchia, Giovanni Luca Delogu per la Soprintendenza dell’Umbria, la dirigente regionale del Servizio Patrimonio immobiliare Francesca Pazzaglia e gli amministratori di strutture sanitarie e centri polispecialistici provenienti da tutta la regione.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il vicepresidente Bori ha inquadrato l’iniziativa come primo passo di un percorso più ampio: “Il restauro del ciclo pittorico di Gerardo Dottori nella Cappella di Monteluce rappresenta il primo progetto in questa direzione e segna l’avvio di un percorso che punta a sostenere in modo sempre più partecipato la conservazione e la valorizzazione del patrimonio regionale”. Ha annunciato inoltre l’accompagnamento del progetto con una campagna di comunicazione dedicata, finalizzata a promuovere la partecipazione della comunità.
Il presidente di Aiop Umbria Alberto Cucchia ha sottolineato la valenza simbolica dell’impegno del settore sanitario privato: “Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come il mondo della sanità voglia contribuire non solo all’assistenza e alla cura delle persone, ma anche alla tutela del territorio che inizia dalla custodia del patrimonio culturale”.