Non si trovano più le carte del divorzio mai trascritte: ora lei risulta bigama e lui sposato

Un 75enne in pensione scopre di non essere divorziato agli occhi del Comune di Perugia, mentre Marsciano lo registra come celibe: la storia di un errore burocratico durato oltre quarant'anni

Un perugino di 75 anni si si ritrova al centro di una vicenda burocratica paradossale: per il Comune di Perugia risulta ancora coniugato con la sua ex moglie, dalla quale si è separato nel 1982 e da cui ha poi divorziato negli Stati Uniti. A poca distanza — appena una trentina di chilometri — il Comune di Marsciano lo registra invece come single, senza alcun legame matrimoniale. La scoperta è avvenuta solo di recente, quando Carloni si è rivolto a un Caf per la pratica pensionistica, e l’addetto ha notato la discrepanza tra i due uffici anagrafici. Ne riferisce Il Messaggero.

La vicenda ha radici lontane. Carloni si era sposato a Philadelphia nel 1978, dopodiché i due coniugi avevano trasferito la residenza in Italia, stabilendosi prima a Marsciano e poi a Perugia. La separazione, avvenuta nel 1982, aveva segnato la fine del matrimonio nella pratica quotidiana. Due anni dopo, nel 1984, la ex moglie era rientrata in America, dove si era risposata. Nel frattempo il matrimonio era stato annullato, ma la presenza di due figlie affidate alla madre aveva reso necessario un formale procedimento di divorzio, espletato negli Stati Uniti con documenti regolarmente inviati a Carloni.

Nonostante questa documentazione, palazzo dei Priori non ha aggiornato il registro: per l’anagrafe del Comune di Perugia, Carloni è ancora un uomo sposato. A rendere la situazione ancora più grottesca, la ex moglie risulterebbe residente a Corciano, un Comune dell’Umbria dove, secondo quanto riferito dallo stesso Carloni, lei non ha mai vissuto né ha mai avuto conoscenti. «Dal 1984, quando è ripartita per l’America, lei non è mai più rientrata in Italia», ha dichiarato Carloni al quotidiano Il Messaggero. «Possibile che in oltre quarant’anni nessuno abbia fatto un censimento?»

Sul piano pratico, la situazione produce un effetto giuridico paradossale: la ex moglie, cattolica praticante, si trova formalmente in stato di bigamia secondo almeno un ufficio anagrafico italiano, a causa del secondo matrimonio contratto negli Stati Uniti. Una condizione che stride profondamente con i suoi valori religiosi e con la realtà documentale dei fatti.

Il percorso per risolvere il problema si è rivelato un labirinto burocratico. Dal Comune di Marsciano Carloni è stato indirizzato a Perugia per chiarire la questione. Il Comune ha promesso una nuova ricerca dei documenti, ma al momento lo stato civile risulta invariato. L’ostacolo principale è la lingua: i documenti del divorzio americano sono in inglese e richiederebbero la traduzione giurata da parte di un perito, oltre all’intervento di un avvocato. Spese che Carloni ritiene ingiuste: «I documenti ci sono, è un piccolo errore di burocrazia, è chiaro che qualcosa si sia perso, ma perché adesso dovrei anche pagare?»

Carloni ha definito la vicenda «una storia kafkiana» e ha cercato supporto anche attraverso i social network, dove ha scoperto di non essere l’unico a trovarsi in situazioni analoghe. La rete ha restituito un quadro in cui errori anagrafici di lunga data risultano più comuni di quanto si possa immaginare, spesso ignorati per decenni fino al momento in cui incrociano pratiche amministrative rilevanti, come appunto quella previdenziale.

 

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