La nuova cittadella giudiziaria di Perugia entra nella fase operativa. Lo ha annunciato il presidente della Corte d’Appello Giorgio Barbuto, nel corso dell’incontro con la stampa alla vigilia dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026.
I primi cantieri partiranno entro la primavera, ha spiegato Barbuto, riferendo gli esiti della recente riunione con i vertici degli uffici giudiziari e i responsabili del progetto. La prima tranche di interventi riguarda l’ex carcere femminile (ex monastero), futura sede della Procura distrettuale: l’appalto integrato è stato aggiudicato e l’avvio dei lavori è previsto subito dopo la chiusura della progettazione esecutiva, stimata tra la fine di aprile e la prima metà di maggio. L’intervento, interamente finanziato, ha un costo di 14,6 milioni di euro e una durata contrattuale di 740 giorni.
Per il Padiglione Paradiso, destinato a ospitare il futuro Tribunale civile, è già stato approvato il progetto dal Comitato tecnico amministrativo. Dopo la conclusione della progettazione integrativa e della verifica (aprile-maggio 2026), seguiranno gara e stipula del contratto, prevista tra fine 2026 e inizio 2027. Il cantiere durerà circa tre anni, con termine lavori previsto per dicembre 2029. Anche in questo caso, l’intervento è completamente finanziato, con 23,5 milioni per i lavori e quasi 35 milioni complessivi.
Più articolato il quadro per la terza tranche, relativa all’ex carcere maschile, futura sede del Tribunale penale, del Tribunale di Sorveglianza e del Giudice di Pace. Dopo i rilievi critici sul progetto originario, è in corso una nuova progettazione, con indagini strutturali affidate a professionisti esterni, in conclusione entro marzo 2026. Il finanziamento previsto è di circa 100 milioni di euro, ma la copertura è parziale: al momento sono disponibili 2-4 milioni per progettazione e indagini, mentre il resto delle risorse (96-97 milioni) è stato inserito in un capitolo del MEF, con disponibilità a partire dal 2027. La gara per l’appalto integrato è prevista, dunque, non prima del 2027.
Barbuto ha sottolineato che il progetto rappresenta una svolta epocale per la giustizia umbra, garantendo finalmente spazi funzionali e integrati per l’attività giudiziaria, oggi frammentata in diverse sedi cittadine.
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