Le celebrazioni in onore di San Costanzo, Patrono di Perugia e della Diocesi, hanno rappresentato un momento di riflessione sulla comunità, la solidarietà e la comunicazione. La città si è ritrovata unita per onorare il suo santo patrono e rinnovare il legame con le radici cristiane della convivenza civile, come ricordato dall’arcivescovo Ivan Maffeis.
Il tema del camminare insieme è stato al centro del suo messaggio, tanto per la città quanto per i giornalisti e operatori dei media (che il 28 gennaio hanno festeggiato il loro patrono, San Francesco di Sales), con un richiamo forte alla capacità di essere uniti come comunità, professionisti e cittadini. “La misura del cammino di ciascuno, nella professione come nella vita sociale, è data dalla nostra capacità di essere insieme”, ha dichiarato l’arcivescovo. Un invito che si è esteso anche alla categoria dei giornalisti, ai quali Maffeis ha espresso la sua gratitudine per l’impegno quotidiano nel fornire informazioni, promuovendo una riflessione sul ruolo della comunicazione nell’era digitale.
Maffeis ha ricordato il messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sottolineando la virtù della temperanza come antidoto alla velocità e alla superficialità spesso promosse dai media digitali. “La temperanza, anche in un mondo che promuove l’Intelligenza Artificiale e i social media, è necessaria per non sacrificare le relazioni e il pensiero critico”, ha detto l’arcivescovo, facendo riferimento alla difficoltà di trovare un equilibrio tra emozioni rapide e riflessioni profonde.
Il giorno seguente, nel cuore delle celebrazioni di San Costanzo, l’arcivescovo ha approfondito il significato della luminaria, che tradizionalmente precede le celebrazioni. Sebbene le condizioni meteo abbiano impedito la consueta processione, Maffeis ha parlato del simbolismo della luce contro le tenebre, non solo come resistenza alle difficoltà personali ma anche come simbolo di lotta contro l’oscurantismo e le ingiustizie sociali globali. “Non basta mettersi in cammino, ma bisogna farlo insieme”, ha enfatizzato, citando anche il discorso del Presidente Mattarella in occasione della Giornata della Memoria.
Durante la liturgia, sono stati rinnovati i riti votivi a San Costanzo, con le offerte simboliche di donne e uomini della città: dalla Polizia municipale, che ha portato una corona d’alloro come segno di servizio alla comunità, alla sindaca Vittoria Ferdinandi, che ha donato il cero come segno della disponibilità ad ascoltare i più deboli. Ogni offerta, come il torcolo, dolce tipico della festa, ha rappresentato valori di solidarietà, unità e attenzione ai bisogni della comunità perugina.