Sanità, la Lega Umbria denuncia la mancata presa in carico delle prescrizioni

Melasecche e Tesei: “Situazione grave e diffusa, pronti a segnalare agli organi dello Stato”

La mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie da parte del sistema sanitario regionale umbro diventa un nuovo terreno di scontro politico. A sollevare il caso sono i consiglieri regionali della Lega Umbria, Enrico Melasecche e Donatella Tesei, che parlano apertamente di una situazione “grave, diffusa e non più tollerabile”, soprattutto a danno di anziani e persone fragili.

Secondo quanto dichiarato dai due esponenti leghisti, negli ultimi mesi sarebbero arrivate numerose segnalazioni da cittadini che non riescono nemmeno a far prendere in carico le prescrizioni mediche, a causa dell’assenza di appuntamenti disponibili nel sistema pubblico non solo nei mesi successivi, ma persino negli anni futuri. Un problema che, sottolineano, non riguarda singoli casi isolati ma l’intero territorio regionale.

“Abbiamo verificato di persona la situazione presso varie farmacie”, affermano Melasecche e Tesei in una nota, spiegando di aver riscontrato direttamente l’impossibilità, per molti utenti, di accedere alla prenotazione delle prestazioni sanitarie tramite i canali ufficiali del Servizio sanitario regionale. Una condizione che, a loro giudizio, altera il funzionamento delle liste d’attesa e produce effetti distorsivi sull’intero sistema.

Nel mirino della Lega finisce anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, accusata di aver minimizzato il problema e di aver respinto, insieme alla propria maggioranza, una mozione che chiedeva semplicemente “la piena applicazione della legge”. Secondo i consiglieri, il voto contrario rappresenterebbe una mancanza di correttezza istituzionale e senso di responsabilità, di fronte a una questione che incide direttamente sul diritto alla salute.

Le conseguenze per i cittadini, secondo Melasecche e Tesei, sono particolarmente pesanti. La mancata presa in carico delle prescrizioni determinerebbe infatti liste d’attesa artificialmente ridotte, costringendo molte persone a ripetere più volte le prenotazioni oppure a rivolgersi alla sanità privata, sostenendo spese interamente a proprio carico. In altri casi, i cittadini sarebbero obbligati a spostarsi fuori regione, affrontando viaggi anche di 250 chilometri tra andata e ritorno, con costi accessori che spesso superano l’importo del ticket.

Un impatto che, oltre a colpire i singoli utenti, avrebbe anche ricadute economiche negative per l’Umbria. I due consiglieri ricordano infatti che nel 2025 la mobilità sanitaria passiva è peggiorata del 45% in un solo anno, dato dichiarato – sottolineano – dalla stessa presidente Proietti. Un incremento che comporta un esborso diretto di risorse regionali verso altre regioni italiane.

Nel comunicato, la Lega Umbria parla senza mezzi termini di una “violazione palese delle norme nazionali e regionali” e di una lesione del diritto costituzionale alla salute. Particolarmente critica viene definita anche la gestione della trasparenza amministrativa: secondo Melasecche e Tesei, la presidente regionale avrebbe omesso sistematicamente di rispondere agli accessi agli atti, nonostante ripetuti solleciti, ostacolando così ogni forma di controllo.

“Un sistema opaco e privo di responsabilità”, lo definiscono i consiglieri, annunciando che, in assenza di risposte concrete, procederanno con una segnalazione agli organi dello Stato competenti in materia di tutela della legalità, affinché venga ripristinato il rispetto delle norme.

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Lega Umbria, amministratori e militanti restano con Salvini: nessun passaggio verso il nuovo movimento di...
Il presidio ospedaliero festeggia il ventennale con un bilancio positivo e un impegno sempre più...

Altre notizie