Si è aperto davanti alla Corte d’assise di Perugia il processo relativo alla morte di Andrea Prospero, il diciannovenne di Lanciano (Chieti) trovato senza vita nel gennaio del 2025 in un bed and breakfast del centro storico di Perugia. L’imputato, il diciottenne romano Emiliano Volpe, è accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla tragica vicenda. Durante la prima udienza, la difesa dell’imputato ha annunciato un nuovo tentativo di patteggiamento, chiedendo un rinvio per permettere la definizione della proposta.
L’udienza è stata quindi rinviata al 26 febbraio, su richiesta degli stessi legali che hanno dichiarato che il patteggiamento non è ancora stato definito. In precedenza, nell’ottobre 2025, il giovane aveva già chiesto di patteggiare davanti al gip (Giudice per le indagini preliminari), ma la richiesta era stata rigettata per una pena troppo bassa, ritenuta non sufficiente per il reato contestato.
Oggi, l’imputato non era in aula, ma erano presenti i familiari di Andrea Prospero, tra cui il padre e la sorella della vittima. Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, ha spiegato che la richiesta di patteggiamento richiede ulteriori tempi di interlocuzione tra le parti, sottolineando l’importanza di una discussione approfondita prima di giungere ad una decisione finale.
L’avvocato Carlo Pacelli, uno dei legali di parte civile per la famiglia Prospero, ha dichiarato che i suoi assistiti non cercano vendetta, ma vogliono che sia inflitta una pena giusta.