Foligno, nidi comunali sotto organico: dipendenti in stato di agitazione

RSU e sindacati chiedono il confronto in Prefettura: al centro organici insufficienti, precarietà e carichi di lavoro nei servizi 0–3 e nella ristorazione scolastica.

Comune di Foligno

È stato proclamato lo stato d’agitazione del personale dei servizi educativi comunali 0–3 anni e della ristorazione scolastica del Comune di Foligno, a seguito di criticità segnalate da settimane su organici, sostituzioni, carichi di lavoro e gestione del precariato, senza che siano arrivati riscontri formali o l’avvio di un confronto strutturato. La decisione è stata assunta dalla RSU insieme alle organizzazioni sindacali UIL FPL, FP CGIL, CISL FP e USB, che hanno chiesto alla Prefettura l’attivazione del tentativo di conciliazione, previsto per i servizi pubblici essenziali.

Secondo quanto riferito da RSU e sindacati, i servizi continuano a funzionare principalmente grazie alla responsabilità e alla disponibilità quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori, ma in una condizione definita sempre più fragile. Le segnalazioni inviate riguardano difficoltà persistenti nella copertura dei turni, nella gestione delle assenze e nell’organizzazione complessiva del lavoro, senza che siano state fornite risposte scritte o indicazioni operative chiare.

Una delle questioni ritenute più critiche riguarda le educatrici a tempo determinato impiegate nei nidi comunali. Dopo anni di contratti ripetuti e frammentati, alcune lavoratrici stanno perdendo il posto di lavoro a causa del raggiungimento del limite massimo previsto per il tempo determinato, in assenza di un percorso di stabilizzazione. Una situazione che, secondo RSU e organizzazioni sindacali, rischia di determinare la perdita di professionalità già formate e integrate nelle équipe educative, con effetti diretti sulla qualità del servizio.

Nei servizi 0–3 la continuità educativa non è un dettaglio – sottolineano RSU e sindacati – è un elemento essenziale della qualità, per i bambini e per le famiglie”. La misura pensata per contrastare l’abuso del precariato, viene evidenziato, non dovrebbe tradursi nella dispersione di competenze consolidate all’interno di un servizio stabile e strutturale.

Criticità analoghe vengono segnalate anche nelle cucine e nella ristorazione scolastica, dove le situazioni di sotto-organico e le difficoltà di sostituzione comportano un aumento dei carichi di lavoro in caso di assenze. Una pressione che incide sui tempi di produzione e sull’organizzazione complessiva, rendendo sempre più difficile gestire il servizio in una logica di emergenza continua.

Alla luce di questo quadro, RSU e sindacati avanzano richieste precise: l’apertura immediata di un tavolo operativo su organici, sostituzioni e organizzazione del lavoro; l’individuazione di una soluzione strutturale per il fabbisogno stabile dei nidi 0–3, comprensiva di percorsi di stabilizzazione e misure transitorie per garantire la continuità del servizio; risposte formali e tempi certi alle istanze presentate dal personale.

Lo stato d’agitazione è uno strumento per riportare la discussione su un terreno serio e concreto – concludono RSU e organizzazioni sindacali – tutelare chi lavora e prevenire ricadute su servizi delicati che riguardano l’intera comunità”. Un richiamo che pone al centro non solo le condizioni di lavoro, ma anche la qualità di servizi pubblici fondamentali per famiglie e cittadini.

Lo stato d’agitazione coinvolge dunque un settore strategico per il territorio, mettendo in evidenza la necessità di un confronto istituzionale rapido e strutturato per evitare ripercussioni su educazione, assistenza e ristorazione scolastica, ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana della comunità folignate.

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