La tensione in Assemblea legislativa dell’Umbria continua a crescere dopo le proteste della minoranza sulla manovra fiscale proposta dalla Giunta regionale. I gruppi di Pd, M5S, Avs e Umbria Domani hanno accusato la minoranza di voler strumentalizzare il dibattito, parlando di “un nuovo teatrino” messo in scena in aula. Secondo i consiglieri di centrosinistra, l’opposizione avrebbe organizzato uno spettacolo poco rispettoso, che avrebbe mortificato le Istituzioni, trasformando il luogo di partecipazione e confronto in un palcoscenico per proteste che, secondo il centrosinistra, non sarebbero giustificate.
La protesta era stata lanciata anche fuori dall’aula, con un presidio in piazza Italia che, secondo i gruppi di centrosinistra, si sarebbe rivelato un “clamoroso flop”. In aula, invece, i consiglieri della minoranza hanno esposto cartelli contro la manovra fiscale, alimentando così le polemiche in un momento delicato dei lavori.
La risposta della Giunta: “La maggioranza non sta mentendo”
In risposta alle accuse dell’opposizione, i gruppi di centrosinistra hanno sottolineato che la manovra fiscale prevista dalla Giunta è vantaggiosa per i cittadini umbri. In particolare, secondo il centrosinistra, due terzi della popolazione pagherà meno tasse o continuerà a pagare come prima, grazie alla ‘no tax area’ prevista dalla manovra. L’affermazione è stata accompagnata dall’accusa di malafede e allarmismo infondato, sostenendo che le cifre diffuse dalla minoranza sarebbero prive di fondamento.
Nel suo intervento, il centrosinistra ha anche ricordato che, l’anno scorso, la Giunta aveva dovuto rivedere l’addizionale Irpef a causa della cattiva gestione economica della presidenza Tesei e della maggioranza di centrodestra, concludendo che la nuova manovra è frutto di un rinnovato impegno nel gestire le finanze regionali con maggiore trasparenza e responsabilità.
La richiesta di maggiore responsabilità
Infine, il centrosinistra ha invitato la minoranza a svolgere il proprio ruolo con maggiore serietà e a concentrarsi sui veri problemi della regione, piuttosto che intraprendere battaglie ideologiche in aula. La richiesta è di proseguire il lavoro di partecipazione e confronto nelle sedi appropriate, mettendo da parte le azioni che, secondo i consiglieri di centrosinistra, rischiano di compromettere il rispetto delle Istituzioni.