Perugia, presidio della Cgil per il Venezuela: “No all’imperialismo americano”

Circa cento persone sotto le logge della Prefettura per contestare l’operazione Usa che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Alla manifestazione presenti Pd, Avs e Rifondazione. Nota di Marco Squarta (FdI): “Iniziativa surreale”.

Un presidio dedicato al Venezuela e contro l’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro si è svolto a Perugia sotto le logge della Prefettura, in un contesto segnato da freddo e pioggia. Secondo quanto riportato, i partecipanti erano circa un centinaio, radunati in piazza per ripararsi dalle intemperie durante l’iniziativa promossa dalla Cgil perugina.

Alla manifestazione erano presenti anche diverse organizzazioni e associazioni dell’area progressista e della sinistra: oltre alla Cgil, hanno partecipato Anpi, Udu, Umbrialeft e altre sigle. Sul piano politico, è stata segnalata la presenza del Partito democratico con il segretario comunale Stefano Moretti, di Alleanza Verdi Sinistra e di Rifondazione. Tra gli interventi al microfono, per Avs è stato indicato quello del capogruppo in Consiglio regionale Fabrizio Ricci.

“Gridiamo il nostro no all’imperialismo americano, che mira solo al petrolio del Venezuela e nel frattempo lancia minacce ad altri territori sovrani. La nostra protesta si rivolge, però, anche contro Meloni e la sua legittimazione dell’aggressione americana”. è stato detto

Per quanto riguarda le istituzioni, la partecipazione è stata descritta come limitata. Oltre a Ricci, tra i presenti è stato notato anche l’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli, anch’egli esponente di Avs. Non sono state segnalate invece la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi e la presidente della Regione Stefania Proietti.

Bistocchi era intervenuta nei giorni scorsi: “Quarantasei secondi di blitz degli Stati Uniti contro il Venezuela di Maduro, ieri hanno seppellito il diritto internazionale.
Il tempo che avevamo costruito e in cui avevamo sperato che il multilateralismo potesse risolvere i conflitti, sono stati spazzati via dalla forza dell’operazione militare trumpiana.
Indipendentemente dal giudizio sul Venezuela e sul regime di Maduro, brutale e repressivo, la democrazia non si esporta con le bombe, e non è accettabile una tale violazione di uno Stato, senza tener conto della popolazione civile, di cui occorre prendersi cura. È il popolo che dovrebbe essere il primo e l’ultimo pensiero di chi governa, non altri interessi.
Ciò che preoccupa è anche il pericoloso precedente che quanto avvenuto in Venezuela possa determinare per altre parti del mondo alle prese con i conflitti.
Ci troviamo ad abitare in tempi difficili, in cui la forza sembra prevalere sul dialogo, e la legge del più forte sul rispetto delle regole. La strada però deve essere il rispetto del diritto internazionale e dei suoi accordi, e nessuno di questi prevede blitz e violenze”.

L’iniziativa si è inserita nel contesto di forte tensione internazionale successivo all’operazione Usa in Venezuela, rilanciata anche da fonti internazionali che riferiscono dell’arresto e trasferimento di Maduro negli Stati Uniti, dove sarebbe comparso in tribunale a New York per accuse legate al traffico di droga.

Le parole di Squarta

Sulla manifestazione è intervenuto con una nota Marco Squarta, europarlamentare umbro di Fratelli d’Italia, che ha definito il presidio “un’iniziativa surreale e scollegata dai problemi reali dei territori”. Squarta ha criticato la scelta di manifestare contro Donald Trump, sostenendo che, a suo giudizio, l’attenzione della Cgil dovrebbe concentrarsi su questioni regionali e sociali: “In Umbria abbiamo una Giunta regionale di sinistra che aumenta la pressione fiscale… Di questo la Cgil non parla. Su questo non sciopera”.

Nella stessa dichiarazione, Squarta ha aggiunto che “è legittimo discutere di politica internazionale” ma che farlo “in modo ideologico e strumentale” rischia di ignorare “le difficoltà concrete che colpiscono famiglie, lavoratori e imprese umbre”. In conclusione, ha richiamato le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affermando che la politica estera “non si affronta con slogan”, ma con “responsabilità ed equilibrio”.

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