L’Umbria si conferma la regione italiana con il parco rotabili più anziano d’Italia. Lo certifica Pendolaria 2025, il rapporto annuale sul trasporto ferroviario redatto da Legambiente, che evidenzia come i convogli umbri abbiano un’età media di 20,8 anni, contro una media nazionale di 14,7 anni. Il primato negativo riguarda i 57 treni regionali monitorati, con il 91,1% che supera i 15 anni di servizio, a fronte di una media nazionale del 39,4%.
I numeri del record negativo umbro
Il divario con il resto del paese è evidente. Mentre la media nazionale si attesta sui 14,7 anni, i treni regionali umbri raggiungono i 20,8 anni di età media. Subito dopo l’Umbria si posiziona la Campania con 19 anni. Per quanto riguarda la percentuale di convogli che superano i 15 anni di servizio, dopo l’Umbria con il 91,1% segue il Molise con il 79%.
Il rapporto sottolinea come l’età elevata sia in particolare dovuta all’anzianità del parco rotabili della ex Ferrovia centrale umbra, che ha pesantemente influenzato le statistiche regionali.
La questione della Ferrovia centrale umbra
L’andamento dell’offerta di servizi ferroviari nel territorio umbro ha subito un progressivo calo dal 2009 al 2024 e attualmente come è noto, la situazione sta degenerando. Su questa dinamica ha inciso in modo significativo la vicenda della ex Fcu, che ha cessato l’attività nel 2017 per poi riaprire nel 2018, ma limitatamente alla tratta Perugia-Città di Castello.
Il collegamento fra il capoluogo e Terni dovrebbe tornare operativo entro giugno 2026. L’intervento di ripristino, attualmente in corso d’opera, è stato finanziato con risorse del Pnrr e deve rispettare la scadenza del giugno 2026 per il collaudo finale.
Gli investimenti programmati per il rinnovo della flotta
Nel 2023 si sono concluse le procedure per una gestione unitaria di tutti i servizi ferroviari regionali e locali. Con la sottoscrizione dell’atto integrativo al contratto di servizio con Trenitalia sono previsti investimenti per il materiale rotabile pari a 172,7 milioni di euro, con una compartecipazione regionale di 50,9 milioni.
Il piano prevede l’acquisto di 13 nuovi treni tra il 2024 e il 2026, di cui uno è già stato messo in servizio nel 2024. È inoltre programmato il revamping di 4 Minuetto per una spesa di 10 milioni a carico della Regione.
Il panorama nazionale del trasporto ferroviario regionale
I contratti di servizio di lunga durata sottoscritti da Trenitalia con le regioni e le province autonome hanno permesso ingenti investimenti dedicati al rinnovo del servizio regionale. Tra il 2028 e il 2027 sono oltre 7 i miliardi di euro destinati al rinnovamento della flotta regionale.
Sono già operativi 931 nuovi treni regionali, tra cui elettrici a doppio piano Rock, monopiano Pop, monopiano Jazz, elettrici doppio piano Vivalto, diesel monopiano Swing e ibridi Blues. Entro il 2027 il numero salirà a quota 1.061 convogli.
Le opere infrastrutturali senza copertura finanziaria
Il rapporto elenca diverse opere infrastrutturali programmate per le quali mancano ancora i finanziamenti. In Umbria, Marche e Abruzzo risultano privi di copertura: il collegamento Pm228-Castelplanio con by-pass di Albacina (1.033 milioni mancanti), la velocizzazione e potenziamento della Foligno-Perugia-Terontola (83 milioni mancanti), il raddoppio della Terni-Spoleto (1.595 milioni mancanti), la velocizzazione della Terni-Rieti-L’Aquila (154 milioni mancanti) e il raddoppio Interporto d’Abruzzo-Pescara-Chieti (1.149 milioni mancanti).
Le prospettive regionali secondo il Defr
Sul fronte infrastrutturale, il nuovo Documento di economia e finanza regionale evidenzia gli stati di avanzamento con diversi annunci. Per il 2026 sono attesi importanti interventi per l’ammodernamento della rete ferroviaria umbra.
Sulla direttrice nazionale Orte-Falconara, Rfi prevede nel 2026 il completamento per fasi del raddoppio della tratta Spoleto-Campello, considerato fondamentale per aumentare capacità e regolarità del servizio. Per il raddoppio della tratta Spoleto-Terni, dopo la conclusione della revisione progettuale, si attende l’avvio dell’iter autorizzativo.
Proseguono le attività per il potenziamento della linea Foligno-Perugia-Terontola, infrastruttura di raccordo strategica tra la trasversale Orte-Falconara e la linea Roma-Firenze. L’intervento prevede l’adeguamento di diverse stazioni, la soppressione dei passaggi a livello e interventi di consolidamento.
Completati i lavori di consolidamento nella tratta Foligno-Assisi, le attività per il 2026 si concentreranno sull’avanzamento degli iter autorizzativi e progettuali per l’adeguamento delle stazioni. È in corso la Conferenza di Servizi per il Piano Regolatore Generale della stazione di Assisi e si sta avviando la nuova progettazione di fattibilità per quella di Ellera.
Il documento regionale ribadisce inoltre la strategicità di promuovere lungo la linea direttissima Roma-Firenze la realizzazione di una stazione Alta velocità Medioetruria e delle relative infrastrutture per l’accessibilità multimodale.