Perugia migliora, Terni conferma. È questo il quadro per le province umbre emerso dalla 36ª edizione dell’indagine “Qualità della vita” del Sole 24 Ore, pubblicata oggi. Lo studio, lanciato nel 1990, analizza i livelli di benessere nei 107 capoluoghi di provincia italiani, sulla base di decine di indicatori raggruppati in sei macroaree tematiche.
Perugia guadagna tre posizioni rispetto al 2024, piazzandosi al 37° posto nella classifica generale. Un risultato incoraggiante, trainato da un forte balzo in avanti in “affari e lavoro” (+30 posizioni) e in “democrazia e società” (+20), due aree che registrano segnali di crescita nell’attrattività occupazionale e nella partecipazione civica. Peggiorano però i dati su “giustizia e sicurezza” (-14) e su “ricchezza e consumi” (-8), a testimonianza di un benessere economico ancora in fase di assestamento e di alcune criticità sul fronte della sicurezza percepita.
Terni, invece, rimane stabile al 48° posto, esattamente come lo scorso anno. Tuttavia, all’interno della graduatoria emergono dinamiche differenziate tra i vari indicatori. In particolare, si registra un netto miglioramento in “democrazia e società” (+27 posizioni) e un segnale positivo anche per “affari e lavoro” (+12), che indica una possibile ripresa occupazionale e una maggiore dinamicità del tessuto economico. Di contro, crollano “giustizia e sicurezza” (-18) e “cultura e tempo libero” (-18), due settori in cui la città perde terreno rispetto ad altri contesti provinciali italiani.
L’indagine del Sole 24 Ore si conferma un riferimento nazionale per valutare la qualità della vita nei territori, offrendo una fotografia aggiornata e comparativa dei cambiamenti socioeconomici in atto. I dati tengono conto di parametri oggettivi come reddito, servizi, ambiente, giustizia, sicurezza e vivibilità, ma anche di aspetti più legati alla qualità della cittadinanza attiva, alla disponibilità di tempo libero e alla presenza di iniziative culturali.
Perugia e Terni si muovono dunque su traiettorie parallele ma differenti: la prima in leggero miglioramento, con segnali di vitalità sul fronte economico e sociale, ma da monitorare attentamente su sicurezza e tenore di vita; la seconda più stabile, ma con alcune importanti flessioni che richiederanno interventi mirati per invertire la tendenza.