La sanità dell’Umbria chiuderà il 2025 ancora in deficit, anche se con un disavanzo meno pesante rispetto al 2024. La conferma è arrivata dalla presidente Stefania Proietti, che in consiglio regionale ha tracciato un primo bilancio rispondendo ad un’interrogazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia. Al terzo trimestre dell’anno in corso, i conti risultano “in linea con quelli del 2024”, ha precisato la presidente, parlando di uno scenario difficile, aggravato dal ritardo nella definizione del riparto del Fondo sanitario nazionale e dall’aumento dei costi rispetto agli stanziamenti statali.
Le tensioni tra costi e risorse disponibili restano alte. Il sistema sanitario umbro – secondo quanto spiegato da Proietti – è monitorato costantemente da una cabina di regia regionale, ma nonostante gli sforzi, il disavanzo non potrà essere azzerato. L’obiettivo resta una riduzione, con una valutazione più precisa che potrà essere effettuata soltanto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del prossimo anno, come avviene abitualmente.
Tra i segnali positivi, Proietti ha evidenziato l’incremento della quota premiale del Fondo sanitario nazionale, frutto dell’introduzione del nuovo criterio di dispersione territoriale, che dovrebbe portare 19 milioni di euro in più all’Umbria nel 2025. Una somma che, tuttavia, non basterà a compensare il saldo negativo della mobilità sanitaria interregionale, stimato in circa 50 milioni di euro per l’anno in corso.
L’interrogazione è stata presentata dai consiglieri Pace, Agabiti e Giambartolomei (FdI), che hanno chiesto dati aggiornati sulla situazione economica delle quattro aziende sanitarie umbre. Durante la replica, la capogruppo Eleonora Pace si è detta “senza parole” per la mancanza di risposte chiare, accusando la presidente di non aver fornito le cifre richieste. I consiglieri di FdI hanno poi parlato, in una nota, di una risposta “imbarazzante” e annunciato una richiesta di accesso agli atti per ottenere i dati mancanti, criticando duramente anche l’aumento delle tasse regionali, giudicato inefficace rispetto ai risultati ottenuti.
La maggioranza ha difeso l’operato della giunta, sottolineando che la situazione attuale deriva anche da ritardi nazionali, dal calo demografico e da un finanziamento ritenuto inadeguato rispetto all’aumento dei fabbisogni sanitari. Secondo Pd e alleati, le misure messe in campo stanno iniziando a produrre effetti, e i dati del terzo trimestre rappresentano un primo segnale di stabilizzazione. Resta però alta l’incertezza legata a variabili come il payback dei dispositivi medici e quello farmaceutico, che rendono prematuro un giudizio definitivo.