Omicidio Postiglione, Secrieru a giudizio: “L’ho ucciso perchè altrimenti sarei stato io la vittima”

Il 4 dicembre prossimo, Alessandro Secrieru, il giovane folignate arrestato lo scorso anno con l'accusa di omicidio premeditato per la morte di Salvatore Postiglione, comparirà davanti al giudice

Il 4 dicembre prossimo, Alessandro Secrieru, il giovane folignate arrestato lo scorso anno con l’accusa di omicidio premeditato per la morte di Salvatore Postiglione, comparirà davanti al giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale dei Minori. In quella sede, il gup dovrà decidere sulla richiesta avanzata dai difensori del ragazzo, gli avvocati Ilario Taddei e Salvatore Ferocino, di celebrare il processo con rito abbreviato, condizione che prevede anche una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Secrieru al momento dell’omicidio.

Il caso dell’omicidio di Salvatore Postiglione

L’omicidio risale al 7 novembre dell’anno scorso, quando Salvatore Postiglione, muratore 56enne, venne ucciso con 53 coltellate all’alba, in un parcheggio della zona Paciana a Foligno. La vittima aveva cercato di fuggire dalla sua auto dopo essere stata aggredita a bottigliate, ma fu raggiunta dal suo aggressore e brutalmente colpita. Secrieru, che compirà 19 anni il prossimo Natale, ha sempre confessato il crimine, giustificandolo con la rabbia accumulata nei confronti della vittima, un suo ex collega nei cantieri edili.  L’imputato, fra l’altro, aveva persino cercato su intenet quanti anni rischiasse.

La confessione di Secrieru e il movente

Secondo la versione del giovane, l’omicidio sarebbe stato il culmine di anni di vessazioni e molestie subite da Postiglione. Durante l’inchiesta, Secrieru ha raccontato al procuratore dei minori di Perugia, Flaminio Monteleone, di aver subito avances sessuali da parte di Postiglione, che lo avrebbe anche minacciato. Le molestie e le continue pressioni psicologiche, secondo quanto dichiarato dallo stesso Secrieru, lo avrebbero portato a prendere la drastica decisione di licenziarsi dal lavoro per evitare ulteriori confronti. “Mi faceva del male”, ha ripetuto, aggiungendo che se non avesse agito, sarebbe stato lui a finire nella mira della vittima. Secrieru ha anche raccontato di un episodio particolarmente inquietante, quando Postiglione lo avrebbe portato a casa sua, mostrando una pistola, forse per spaventarlo.

La ricostruzione e l’indagine

Dopo il crimine, la squadra Mobile di Perugia ha avviato un’indagine che ha portato a Secrieru grazie ai filmati delle videocamere di sorveglianza. Le immagini hanno ripreso il giovane in monopattino mentre si dirigeva verso il luogo del delitto, e hanno permesso di ricostruire i momenti dell’omicidio. Inoltre, prima e dopo il fermo, Secrieru è stato sottoposto a diversi Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO), sia a causa del suo stato di salute mentale che per il suo comportamento agitato.

Il futuro giudiziario di Secrieru

La decisione del gup del Tribunale dei Minori di Perugia del 4 dicembre sarà cruciale per il futuro di Secrieru. Se il rito abbreviato dovesse essere accolto, il giovane potrebbe beneficiare di una riduzione di pena. Tuttavia, la perizia psichiatrica, richiesta dai suoi difensori, potrebbe influire sull’esito del processo, in particolare riguardo alla sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Il processo, qualora dovesse procedere, rischia di far luce su un episodio che ha scosso l’opinione pubblica per la sua brutalità e per le ragioni che hanno spinto Secrieru a compiere un gesto tanto estremo.

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