Il 19 Novembre, nella sede di Confcommercio a Perugia, è stato sottoscritto un avviso comune tra Confcommercio Umbria e ANCI Umbria, con l’obiettivo di promuovere una rigenerazione urbana che metta al centro una visione condivisa tra servizi pubblici e privati. L’iniziativa mira a rilanciare la vitalità dei territori umbri, a partire dai Distretti del commercio, strumenti fondamentali per trasformare le città in ecosistemi urbani integrati.
Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, ha sottolineato: “La rigenerazione urbana non può essere un insieme di interventi spot. È invece un percorso di comunità che coinvolge istituzioni, imprese e cittadini. Dove chiude un negozio, non si perde solo un’attività: si perde un pezzo di città”. Secondo Federico Gori, presidente di ANCI Umbria, l’avviso comune è una risposta alle sfide contemporanee come spopolamento, trasformazione dei consumi, e digitalizzazione: “Rigenerare le città, i territori e i nostri borghi significa mettere al centro un ecosistema fatto di servizi pubblici e attività economiche che devono camminare insieme”.
I dati di contesto: l’Umbria e il rischio desertificazione urbana
Il contesto di questa iniziativa è segnato da un quadro preoccupante. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Studi Confcommercio, negli ultimi dodici anni, l’Italia ha perso oltre 140 mila attività commerciali, di cui 118 mila negozi in sede fissa. Se queste dinamiche proseguiranno senza interventi di rigenerazione urbana, entro il 2035 potrebbero scomparire 114 mila imprese, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita e sull’accessibilità ai servizi.
In particolare, le città umbre stanno vivendo una diminuzione significativa della densità commerciale. A Perugia, la densità è passata da 9,4 attività ogni mille abitanti nel 2012 a 7,2 nel 2024, con una proiezione di 5,5 nel 2035, segnando un calo del 23% in dieci anni. Terni segue un trend simile, con una proiezione di 7,4 attività nel 2035, rispetto alle 11,7 del 2012.
Inoltre, la percentuale di negozi sfitti in Umbria è una delle più alte in Italia, con circa 2.155 attività vuote e un’incidenza del 20,4%, ben oltre la media nazionale del 15,1%. Questo scenario solleva preoccupazioni sulla desertificazione urbana, un fenomeno che minaccia la vivibilità delle città e dei borghi umbri.
Il piano di Confcommercio e ANCI Umbria per la rigenerazione urbana
L’avviso comune sottoscritto oggi si inserisce nel percorso iniziato nel 2015 con il protocollo nazionale ANCI-Confcommercio, proseguito con gli accordi quadro regionali del 2015 e del 2021, e rilancia la collaborazione tra le due organizzazioni con una piattaforma di lavoro aggiornata alle sfide attuali. In questo contesto, i Distretti del commercio sono visti come uno strumento centrale per dare forma a una strategia di rigenerazione urbana sostenibile e integrata.
“I Distretti del commercio sono lo strumento naturale per progettare in modo condiviso e coordinato”, ha aggiunto Gori, sottolineando l’importanza di investire risorse e competenze per rendere questi distretti motori di marketing territoriale, sicurezza urbana, animazione dei centri storici, innovazione e servizi di prossimità.
Le nove proposte operative
Il documento sottoscritto propone nove azioni concrete da attuare in collaborazione con la Regione, tra cui:
-
Creazione di una task force regionale per supportare i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, nella progettazione di interventi di rigenerazione urbana.
-
Formazione dei tecnici comunali alla progettazione integrata.
-
Revisione della normativa sui centri storici per proteggere le attività di servizio.
-
Introduzione di contributi e misure fiscali a favore del commercio di prossimità.
-
Potenziamento della polifunzionalità nei borghi.
-
Maggiore integrazione tra investimenti pubblici e privati.
-
Creazione di un Osservatorio regionale per la rigenerazione urbana.
-
Consolidamento dei Distretti del commercio.
-
Introduzione di nuove forme di partecipazione e coinvolgimento attivo.
Una visione condivisa per il futuro delle città umbre
“Il nostro obiettivo è chiaro: costruire un’Umbria in cui i servizi di prossimità, pubblici e privati, siano la spina dorsale di città più attrattive, inclusive e capaci di futuro”, ha concluso Mencaroni.
Confcommercio Umbria e ANCI Umbria chiedono alla Regione di convocare un incontro dedicato per discutere e approfondire le proposte avanzate, con l’intento di trasformare l’Umbria in una regione che sa valorizzare i suoi territori, rendendo ogni borgo e città un luogo vivibile, dinamico e ben collegato alle esigenze dei cittadini.