I gruppi consiliari di opposizione all’Assemblea legislativa della Regione Umbria, che comprendono Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc, hanno tracciato un bilancio critico del primo anno di governo della Giunta Proietti, denunciando una serie di promesse non mantenute e inadeguatezze nelle politiche fiscali e sanitarie. Durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, i rappresentanti dell’opposizione hanno puntato il dito contro quella che definiscono una “politica delle bugie” e una manovra fiscale che, secondo loro, ha gravato sulle tasche dei cittadini senza migliorare la qualità dei servizi.
Donatella Tesei, ex presidente della Regione e leader dell’opposizione, ha esordito esprimendo preoccupazione per la situazione economica regionale: “La nostra economia, che era in ripresa grazie agli interventi che avevamo avviato dopo il Covid, ora sembra essere ferma. Non si sta facendo nulla per rilanciarla”, ha dichiarato. Tesei ha anche sottolineato il fatto che, grazie a un tesoretto di circa 60 milioni di euro accumulato dalla Giunta Proietti, sarebbe stato possibile non aumentare le tasse. “Questa manovra fiscale, quindi, non serve a finanziare la sanità, ma a coprire altri costi che non sono ancora chiari”, ha aggiunto.
Il tema centrale sollevato durante la conferenza stampa è stato quello della sanità regionale, con un focus particolare sulle liste di attesa, che per l’opposizione rappresentano un fallimento delle promesse fatte dalla presidente Stefania Proietti. Eleonora Pace, capogruppo della Lega, ha ricordato che un anno fa la presidente aveva annunciato l’intenzione di azzerare le liste d’attesa in tre mesi, ma la realtà è ben diversa. “Le liste di attesa sono aumentate del 55%, e adesso si stanno stipulando accordi con il privato, nonostante fosse stato promesso il contrario”, ha affermato Pace. Inoltre, ha evidenziato che le assunzioni in sanità sono ben lontane dalle promesse fatte, con solo 199 assunzioni effettuate a fronte delle 700 promesse.
Laura Pernazza, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha poi accusato la Giunta di aver realizzato una manovra fiscale “lacrime e sangue”, che ha colpito duramente le famiglie e le imprese umbre. “L’aumento delle tasse è stato giustificato da numeri errati sul bilancio della sanità, con un buco che non corrisponde alla realtà. Questa è una manovra recessiva, che avrà effetti devastanti sull’economia regionale”, ha dichiarato Pernazza, sottolineando la contraddizione con le politiche fiscali del governo nazionale, che sta riducendo le tasse e stimolando la crescita.
La critica alla gestione della Giunta Proietti si è estesa anche ad altri settori, come le infrastrutture, con Enrico Melasecche che ha lamentato il blocco di progetti importanti per la Regione Umbria. “Stiamo assistendo all’abbandono del progetto del Nodo di Perugia, al rinvio del Piano rifiuti, a una alta velocità sempre più lontana, e alla concessione dell’elisoccorso alla Toscana“, ha detto Melasecche, puntando il dito anche contro la mancata realizzazione del nuovo ospedale di Terni, della clinica e dello stadio. Secondo lui, l’atteggiamento della Giunta è quello di dire “no” a tutto, senza una visione chiara per il futuro della Regione.
Nilo Arcudi, altro esponente dell’opposizione, ha parlato di “verità non dette” in merito alla gestione finanziaria della sanità. “La Giunta Proietti ha trovato i conti in ordine, con un bilancio consolidato di 57 milioni per il 2024, eppure la manovra che hanno messo in campo è recessiva e controproducente per l’Umbria”, ha spiegato Arcudi, accusando l’attuale governo regionale di aver trascurato il lavoro precedente e di aver creato allarmismo per giustificare l’aumento delle tasse.
Infine, Tesei ha concluso ricordando che la Giunta Proietti non avrebbe fatto altro che appropriarsi dei meriti delle politiche già avviate dalla precedente amministrazione. “Non pretendiamo che si riconosca esplicitamente che questi progetti sono nostri, ma la correttezza nell’attribuire i giusti meriti è fondamentale”, ha affermato. La leader dell’opposizione ha anche fatto riferimento alla missione ad Osaka, costata oltre 800.000 euro, ma che non avrebbe portato alcun risultato concreto per la Regione Umbria.