L’economia dell’Umbria ha registrato una crescita moderata: è quanto emerge dal rapporto congiunturale 2025 della Banca d’Italia, sede di Perugia, che fotografa la situazione economica e occupazionale della regione nell’ultimo anno. Chi ha beneficiato di questa fase sono principalmente le famiglie umbre, spinte da un aumento del potere d’acquisto e da una maggiore disponibilità di credito. Cosa è accaduto? Il PIL è cresciuto dello 0,6%, i consumi sono saliti oltre la media nazionale e l’occupazione è aumentata del 1,9%. Dove si osserva questa dinamica? In tutta la regione Umbria, con segnali positivi soprattutto nel settore terziario e nel turismo. Quando? Nei dodici mesi precedenti l’autunno 2025. Perché? Grazie alla tenuta della domanda interna, al ritorno del turismo e a una solida base finanziaria delle famiglie e delle imprese.
I consumi delle famiglie hanno registrato una crescita superiore rispetto al resto del Paese, spinti da un ampio utilizzo delle forme di credito e da una ripresa del potere d’acquisto, sostenuta dal favorevole andamento del mercato del lavoro. La disoccupazione è scesa al 5%, mentre le nuove posizioni lavorative si sono distribuite tra tutte le fasce d’età e tipologie contrattuali, con un’accelerazione tra donne e lavoratori autonomi.
Il turismo ha rappresentato uno dei principali motori della ripresa. Nei primi nove mesi dell’anno, le presenze sono aumentate del 10% in tutto il territorio, trainate soprattutto dai visitatori stranieri (+17,4%) e dalle strutture extralberghiere (+12,2%). L’aeroporto regionale dell’Umbria ha raggiunto un nuovo record di traffico passeggeri, confermando il pieno recupero del settore dopo il periodo pandemico.
La situazione finanziaria delle imprese umbre si è mantenuta complessivamente solida. La Banca d’Italia segnala che le disponibilità liquide sono ancora adeguate alle esigenze operative, e le aziende non hanno modificato le loro valutazioni sulla capacità di generare utili. Tuttavia, il credito al settore produttivo ha continuato a contrarsi, con un impatto maggiore sulle piccole imprese.
Sul fronte industriale, si è osservato un rallentamento di fatturato e ordinativi, esteso anche alla domanda estera. Le cause principali vanno ricercate negli effetti dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti, che hanno inciso sulle esportazioni umbre. Il clima di fiducia delle imprese resta debole, con prospettive in peggioramento.
In difficoltà anche il comparto edilizio, dove si è conclusa la lunga fase di espansione. Secondo Bankitalia, il calo è dovuto al venir meno degli incentivi fiscali per la riqualificazione residenziale, alla riduzione degli investimenti pubblici e al rallentamento degli interventi post-sisma.
Parallelamente, si registra una ripresa del mercato immobiliare, con l’aumento delle erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni. Le famiglie umbre hanno incrementato i propri risparmi e continuato a investire in tutte le principali forme di strumenti finanziari.
Infine, dal PNRR arrivano nuovi contributi per il solare, con incentivi fino al 40% per investimenti in impianti fotovoltaici, aprendo nuove opportunità nel campo dell’energia sostenibile e della transizione ecologica.