Orsini a Bastia Umbra: “Energia troppo cara, così imprese italiane perdono competitività”

Il presidente nazionale di Confindustria lancia l’allarme da Bastia Umbra: “Paghiamo l’elettricità il doppio di Francia e Spagna. Serve una visione su energia e investimenti”

In un contesto economico internazionale sempre più instabile, l’Italia rischia di restare indietro sul fronte della competitività industriale. A lanciare l’allarme è stato il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto  l’11 Novembre all’assemblea pubblica di Confindustria Umbria, dove ha toccato i nodi strategici per la tenuta e il rilancio del sistema produttivo italiano.“Quando la Spagna paga l’energia 25 euro a megawattora, la Francia 50 e noi 115, è evidente che qualcosa non funziona – ha detto Orsini –. Serve agire subito, o le imprese continueranno ad andare altrove: in Marocco, in Spagna, dove i costi sono più bassi e la fiscalità più favorevole”.

Il presidente ha sottolineato come, in un mondo dove un tweet può cambiare gli equilibri economici globali, riferendosi agli Stati Uniti, e dove la Cina dispone di una guida politica monolitica, l’Europa e in particolare l’Italia devono affrontare la sfida della competitività in modo strutturale, con politiche industriali coerenti, rapide e sostenibili.

“Aspettiamo il decreto sull’energia”

Orsini ha ribadito l’urgenza dell’atteso decreto sull’energia, che secondo le imprese “deve arrivare nei prossimi giorni” per evitare ulteriori danni al sistema industriale nazionale. “Non possiamo più nasconderci dietro un dito – ha affermato –. Se molte imprese non producono più auto in Italia è anche perché il costo dell’energia è troppo alto”.

Accanto al tema energetico, Orsini ha parlato anche della Legge di Bilancio, evidenziando apprezzamento per alcune scelte del Governo, come l’anticipo del rientro dal debito, ma chiedendo maggiore coraggio a sostegno delle imprese.“Bene l’iperammortamento – ha detto – ma serve una visione su tre anni: 2026, 2027 e 2028. Se l’incentivo è limitato a un solo anno, le imprese non riescono a programmare investimenti solidi e di lungo termine”.

Secondo il numero uno di Confindustria, spingere gli investimenti è oggi la vera priorità, perché senza un contesto favorevole “non ci sarà né crescita né occupazione”.

Il messaggio di Orsini si unisce a quello lanciato dal presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, che nella stessa assemblea ha chiesto un Piano straordinario per l’industria regionale. Per entrambi, il nodo centrale resta la competitività, da rafforzare attraverso investimenti mirati, burocrazia più snella e politiche industriali orientate al futuro.“Senza impresa non c’è futuro – ha ricordato Orsini –. Se vogliamo affrontare davvero la transizione energetica e digitale, l’industria deve essere messa in condizione di investire, non ostacolata da costi e vincoli”.

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