Proietti e Confindustria, un patto per il futuro dell’Umbria tra sviluppo e sfide europee

All’assemblea pubblica di Confindustria Umbria, la presidente regionale lancia un patto con gli imprenditori, mentre il past president Briziarelli critica l’Europa per l’approccio ideologico alla transizione

Un Patto per il futuro dell’Umbria, fondato sul dialogo con le imprese, l’innovazione, le aree interne e le infrastrutture: è la proposta lanciata dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti durante l’assemblea pubblica di Confindustria Umbria, svoltasi presso Umbriafiere. Di fronte a una platea di imprenditori, autorità locali e rappresentanti del mondo economico, la presidente ha ribadito la volontà della Giunta di costruire una visione condivisa per affrontare “tempi complessi”, dando impulso a una crescita duratura.

Dobbiamo aprire la strada al futuro e farlo con responsabilità”, ha dichiarato Proietti, rivolgendosi agli imprenditori definiti “architrave della comunità regionale”, ricordando anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’Umbria, secondo l’analisi della governatrice, riflette le dinamiche nazionali: segnali di fiducia nella natalità d’impresa si alternano a criticità infrastrutturali persistenti, su cui ha chiesto maggiore impegno da parte del governo nazionale, citando l’aeroporto regionale come snodo strategico per superare l’isolamento logistico.

Nel suo intervento, Proietti ha toccato anche i temi di energia, investimenti europei e valorizzazione delle aree interne, ribadendo che serve “coraggio, innovazione e tempi certi” per accompagnare la crescita economica. “Gli imprenditori umbri non hanno mai smesso di dimostrare coraggio – ha detto – e come Regione vogliamo fare la nostra parte, ascoltando, programmando e investendo”.

A margine dell’assemblea, Giammarco Urbani è stato ufficialmente presentato come nuovo presidente di Confindustria Umbria, raccogliendo il testimone da Vincenzo Briziarelli, che ha tracciato un bilancio del suo mandato e lanciato una forte critica all’Europa, colpevole – a suo giudizio – di aver adottato una visione ideologica nella gestione della transizione ambientale.

L’Europa insegue un modello ideale, ma irrealistico”, ha dichiarato Briziarelli. “Con il Green Deal e il sistema ETS stiamo penalizzando le imprese più virtuose, tassando chi inquina meno. È un paradosso autolesionista che danneggia settori fondamentali come automotive, acciaio, ceramica, vetro e cemento”. Per l’ex presidente, l’Unione Europea “è vittima dell’isola che non c’è”, e ha dimenticato di premiare chi innova, lavora e produce sul continente.

Briziarelli ha invocato più industria e meno ideologia, regole semplici, tempi certi e neutralità tecnologica, sottolineando che “senza impresa non c’è transizione, non c’è occupazione, non c’è futuro”. Ha quindi ribadito l’urgenza di creare un contesto favorevole agli investimenti, per garantire crescita economica, riduzione della pressione fiscale e rafforzamento del welfare.

L’incontro ha rappresentato un punto di sintesi tra istanze istituzionali e imprenditoriali, chiamate a collaborare in una fase cruciale per l’Umbria, tra le sfide della competitività, della transizione digitale e ambientale, e la necessità di rinnovare le politiche industriali. L’obiettivo comune, come emerso dall’assemblea, è un’Umbria attrattiva, connessa, innovativa, in grado di guardare al futuro senza perdere il legame con i territori e le sue eccellenze produttive.

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