Si è svolto con grande partecipazione l’evento “Imprese, futuro Umbria”, promosso da Confcommercio Umbria in occasione del suo 80° anniversario, per celebrare il percorso dell’associazione e per costruire la visione del domani per la regione. La Sala dei Notari di Perugia ha ospitato un ampio confronto tra imprese, istituzioni e comunità locali, con Simone Fittuccia, vicepresidente di Confcommercio Umbria, che ha aperto i lavori sottolineando il ruolo fondamentale delle imprese per il futuro dell’Umbria.
Durante l’incontro, Fittuccia ha definito gli imprenditori come “sentinelle delle città”, evidenziando il loro impegno quotidiano per sostenere i territori. Gli imprenditori, ha aggiunto, sono “eroi sul campo” che, con i loro sacrifici, contribuiscono alla forza e crescita dei territori, e quindi hanno bisogno di essere supportati e agevolati e non vessati.
I temi al centro dell’incontro: innovazione, rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile
Al centro dell’incontro si sono trovati i pilastri per la crescita sostenibile dell’Umbria, con particolare attenzione a temi come innovazione, rigenerazione urbana, economie di prossimità, turismo, e coesione territoriale. Uno dei concetti chiave proposti è il “Sense of Italy”, spiegato dal direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio nazionale Mariano Bella, come un’evoluzione del tradizionale “Made in Italy”. L’idea è quella di raccontare l’Italia e in particolare l’Umbria non solo per la sua tradizione, ma anche per le sue potenzialità moderne legate a innovazione e sostenibilità.
A questa visione si è aggiunta l’idea di un “Sense of Umbria”, una chiave interpretativa per raccontare la regione, focalizzandosi su aspetti come l’autenticità, la bellezza discreta, la qualità della vita e il valore delle relazioni. Si tratta di un modello che potrebbe trasformare il patrimonio culturale e umano dell’Umbria in una nuova economia dell’esperienza, radicata nel territorio ma aperta al mondo.
La qualità della vita come risorsa per il turismo e l’impresa
Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, ha ribadito che la regione deve puntare su ciò che la distingue: la qualità della vita, la bellezza dei luoghi e l’autenticità delle sue imprese. “Quello che dobbiamo raccontare – ha affermato Mencaroni – è il senso profondo di italianità che permea le comunità locali, traducendolo in valore economico, in attrattività turistica e in nuove opportunità per l’impresa”.
In questo contesto, Mencaroni ha anche parlato della crescente desertificazione commerciale dei centri storici, un fenomeno che Confcommercio Umbria sta affrontando con le istituzioni e i Comuni per evitare la chiusura dei negozi e la perdita di vitalità urbana. La difesa del commercio tradizionale, ha sottolineato, è solo una parte di una strategia più ampia di rigenerazione urbana, che include l’utilizzo dei Fondi Strutturali per supportare le piccole e medie imprese.
Il futuro dell’Umbria: innovazione, turismo e politiche territoriali
Il convegno ha visto anche gli interventi di esperti come Alessandro Balducci, docente e prorettore del Politecnico di Milano, che ha discusso di rigenerazione urbana, e di Luca Ferrucci (amministratore unico di Sviluppumbria), insieme agli assessori regionali Francesco De Rebotti (Sviluppo Economico) e Simona Meloni (Turismo, Riqualificazione Urbana e Centri Storici).
Tra i temi discussi: l’importanza di un approccio integrato e sistemico per stimolare l’innovazione territoriale, rafforzare il turismo e la coesione sociale, promuovendo un sviluppo economico sostenibile che coinvolga tutte le comunità umbre.
In chiusura, Emanuele Prisco, sottosegretario al Ministero dell’Interno, insieme alla presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, alla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e alla presidente dell’Assemblea legislativa regionale Sarah Bistocchi, ha ribadito l’importanza di un lavoro condiviso tra istituzioni e imprese per costruire un futuro solido e prospero per l’Umbria.