L’Azienda ospedaliera di Perugia ha inaugurato oggi un avanzato acceleratore lineare Radixact, un macchinario all’avanguardia che rappresenta una nuova frontiera nella cura dei tumori. Il progetto, dal valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro, è stato finanziato con fondi statali, pari a 7.203.850 euro, e fondi aziendali e regionali per un totale di 379.150 euro. Il Radixact va a potenziare il reparto di radioterapia oncologica, già riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Una tecnologia all’avanguardia
Il Radixact è un acceleratore lineare a tomoterapia elicoidale di ultima generazione, che integra in un’unica piattaforma una macchina per la terapia radiante, un sistema di tomografia computerizzata (TC) e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi. Questa tecnologia consente di somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, anche a tumori molto piccoli, mentre il monitoraggio in tempo reale consente di seguire gli spostamenti fisiologici degli organi dovuti a respirazione o peristalsi, minimizzando i danni ai tessuti sani.
In particolare, il Radixact è indicato per il trattamento di tumori di polmone, prostata, neoplasie del distretto testa-collo e tumori pediatrici, dove la precisione nella somministrazione delle radiazioni è cruciale per ridurre la tossicità e migliorare la qualità di vita dei pazienti. L’innovativo sistema permette anche di trattare piccole metastasi e tumori primitivi su più sedi contemporaneamente, aumentando l’efficacia del trattamento.
Benefici per i pazienti e il reparto
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, presente all’inaugurazione, ha sottolineato come il Radixact rappresenti un passo avanti fondamentale nella cura dei tumori, confermando che il reparto di Radioterapia oncologica di Perugia cura ogni anno oltre 1.500 pazienti. Il ministro ha anche ricordato come questa tecnologia permetta di trattare con precisione e sicurezza i tumori nei bambini, dove la protezione della qualità di vita è essenziale.
Inoltre, la radioterapia oncologica di Perugia è una delle pochissime strutture italiane ad aver sviluppato la tecnica di Total Marrow Lymphoid Irradiation (TMLI), utilizzata nella preparazione dei pazienti al trapianto di midollo osseo. Questa tecnica consente di irradiare selettivamente ossa e linfonodi, riducendo la tossicità per gli altri tessuti e aumentando le dosi nei pazienti non in remissione, contribuendo così a ridurre il rischio di recidiva.
Il commento delle autorità
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha dichiarato che “questa giornata è straordinariamente importante perché inauguriamo un acceleratore lineare che rappresenta la missione più alta e autentica di una struttura come questa: la cura delle persone che soffrono, in particolare dei pazienti oncologici e pediatrici”. D’Urso ha aggiunto che disporre di tecnologie così avanzate permette di offrire risposte altamente qualificate a un’ampia platea di pazienti.
I benefici per la Regione Umbria
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato l’importanza di questa innovazione tecnologica che rafforza ulteriormente l’eccellenza sanitaria regionale. Il progetto non solo migliora l’offerta terapeutica per i pazienti, ma conferma Perugia e l’Umbria come punti di riferimento per l’oncologia avanzata in Italia.
Un impatto positivo per il futuro
Con un turno giornaliero di 12 ore, il nuovo acceleratore Radixact sarà in grado di trattare circa 25 pazienti al giorno, aumentando l’efficienza del reparto e garantendo un accesso rapido e preciso alle terapie. Questo investimento rappresenta un significativo passo avanti nella qualità dell’assistenza oncologica e sosterrà la crescita continua della sanità umbra.