Psr 2014-2022, l’Umbria rilancia l’agricoltura. Meloni: “Ora la sfida è nuova PAC”

Oltre 1,2 miliardi investiti nel settore agricolo. L’assessore regionale: “Ogni euro è una barriera allo spopolamento delle aree interne”

O – È calato il sipario sul Programma di Sviluppo Rurale 2014–2022 dell’Umbria, con l’ultima riunione del Comitato di sorveglianza, tenutasi questa mattina a Palazzo della Corgna. Un appuntamento cruciale, non solo per tracciare il bilancio della programmazione in chiusura, ma per rilanciare lo sguardo verso il futuro, con il Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027 alle porte.

1,2 miliardi di euro investiti in Umbria: “Ora restano 50 milioni da liquidare entro l’anno”

Come evidenziato dall’Autorità di gestione Graziano Antonielli, l’Umbria ha saputo impegnare quasi l’intero ammontare delle risorse disponibili, pari a 1,216 miliardi di euro, con soli 50 milioni ancora da liquidare entro il 31 dicembre 2025. Risultato non scontato, che ha portato la Regione tra le più virtuose a livello nazionale.

Ad aprire i lavori è stata Simona Meloni, assessora regionale all’Agricoltura, che ha rimarcato il valore del traguardo raggiunto: “Abbiamo una fotografia che ci consegna un importante risultato: l’impegno totale delle risorse e una parte residuale in fase di pagamento. È un merito della struttura tecnica, che ringrazio per il lavoro svolto”.

Giovani, semplificazione e territorio: le tre priorità della Regione

Meloni ha sottolineato alcune scelte strategiche dell’attuale programmazione, come il bando per l’insediamento dei giovani in agricoltura, pensato per garantire reddito e prospettive ai nuovi agricoltori e contrastare lo spopolamento delle aree interne. “Il tema oggi è far sì che chi sceglie di fare impresa agricola in Umbria possa garantirsi un reddito adeguato e restare a vivere qui. Ogni euro investito in agricoltura è un investimento in coesione sociale, tutela del paesaggio e vitalità delle comunità”.

Nel corso del suo intervento, l’assessore ha parlato anche della necessità di semplificare ulteriormente i procedimenti amministrativi e di sostenere il personale regionale: “Abbiamo un organico che va rafforzato per non perdere neanche un euro delle risorse europee. Servono strutture adeguate per affrontare le nuove sfide della PAC”.

La sfida del futuro: meno risorse, più efficienza

Guardando avanti, Meloni ha lanciato un appello alla responsabilità condivisa, in vista della nuova programmazione 2023–2027: “Con il nuovo CSR le risorse saranno inferiori e anche la PAC prevede tagli che ci preoccupano. Serve una convergenza di intenti, evitare dispersioni e concentrare gli investimenti su interventi strategici in ottica di sostenibilità e innovazione”.

Presenze e interlocutori

Alla riunione erano presenti: il sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, Emanuel Jankowski, rapporteur del PSR Umbria, Rappresentanti di MASAF, Commissione europea, stakeholder agricoli e associazioni di categoria.

Un confronto ampio, che ha coinvolto anche i dirigenti delle politiche agricole nazionali, tra cui Riccardo Passero della Direzione Generale dello Sviluppo Rurale.

Conclusioni: ora l’Umbria punta su innovazione e turismo agricolo

Nel suo intervento conclusivo, Meloni ha ricordato che lo sviluppo rurale non si esaurisce nei soli strumenti agricoli ma passa anche dalla promozione dell’agroalimentare, dalle connessioni con il turismo e da un approccio sistemico alle politiche del territorio. “Agricoltura, ambiente, paesaggio, turismo ed enogastronomia devono parlarsi. Il nostro compito ora è convogliare ogni risorsa utile in un disegno coerente di sviluppo sostenibile, senza perdere di vista la centralità delle imprese e delle comunità”.

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