L’Umbria si colloca a metà classifica tra le regioni italiane per qualità dello stato di salute della popolazione, con un punteggio complessivo di 5,1 su una scala da 1 a 10, secondo quanto rilevato dal Rapporto Meridiano Sanità, presentato a Roma.
L’indagine, realizzata attraverso il Meridiano Sanità Regional Index, valuta una serie di indicatori relativi a longevità, incidenza delle malattie croniche, mortalità infantile e stili di vita, fornendo un quadro comparativo tra i territori italiani. Al vertice della classifica si trova la Provincia autonoma di Trento, mentre la Sicilia chiude la graduatoria.
Aspettativa di vita tra le più alte in Italia
Gli umbri godono di una buona aspettativa di vita, pari a 83,9 anni alla nascita, dato tra i più elevati in Italia e vicino a quello delle regioni settentrionali più virtuose. Tuttavia, l’aspettativa di vita in buona salute – ovvero gli anni vissuti senza limitazioni dovute a patologie croniche – si ferma a 58,8 anni, segnalando una discrepanza significativa tra longevità e qualità della vita negli anni più avanzati.
Indicatori positivi su mortalità infantile e screening
Tra i dati più incoraggianti emerge il tasso di mortalità infantile, che in Umbria si attesta su 1,8 decessi ogni mille nati vivi, ben al di sotto della soglia critica. Anche il tasso di mortalità standardizzato per età è contenuto: 12 decessi per mille abitanti, in linea con le medie nazionali.
Buona anche la partecipazione ai programmi di prevenzione oncologica, con una adesione del 65,4% delle donne tra i 25 e i 64 anni allo screening cervicale e del 69,6% delle donne tra i 50 e i 69 anni a quello mammografico. Lo screening colorettale, invece, coinvolge solo il 40% della popolazione target, evidenziando margini di miglioramento.
Stili di vita ancora critici
Il quadro si complica guardando ai comportamenti a rischio. Il 21,9% degli umbri dichiara di fumare, mentre il 16% mostra consumi di alcol a rischio. Ancora più preoccupante è il dato sull’inattività fisica, con il 30,1% della popolazione che non pratica alcuna attività motoria, fattore che incide negativamente su molteplici aspetti della salute.
Altro dato da segnalare è la diffusione dell’eccesso ponderale, che riguarda il 44,7% della popolazione umbra, valore appena sotto la media italiana del 45,1%, ma comunque sintomatico di un problema strutturale, in particolare tra le fasce più giovani.