Umbria, oltre 3 milioni alle madri per conciliare lavoro e famiglia

Nuovi fondi regionali per sostenere la genitorialità: più risorse, platea allargata e contributi fino a 1.200 euro per figli

La Regione Umbria ha approvato un nuovo piano di sostegno economico rivolto alle madri lavoratrici o in cerca di occupazione, destinando 3 milioni e 420mila euro a interventi che facilitino la conciliazione tra maternità e attività lavorativa. Si tratta di uno stanziamento superiore di oltre un milione rispetto ai fondi previsti nei due anni precedenti.

L’iniziativa amplia anche la platea delle beneficiarie: potranno presentare domanda tutte le madri – naturali, adottive o affidatarie – con figli nati, adottati o affidati tra il 4 giugno 2024 e il 31 dicembre 2025, estendendo il periodo di riferimento da 12 a 18 mesi, rispetto agli avvisi precedenti.

L’obiettivo primario della misura è duplice: fornire risposte immediate alle esigenze delle famiglie e contribuire a invertire il trend demografico negativo che coinvolge sia la regione che il resto d’Italia. Lo ha spiegato la presidente della Regione Umbria, Donatella Proietti, che ha anche la delega alle Politiche familiari.“La nascita di un bambino è un evento che cambia profondamente la vita dei genitori, in particolare delle madri. Con questo contributo vogliamo offrire un sostegno concreto nei primi mesi di vita dei figli”, ha dichiarato la presidente.

Il contributo previsto è pari a 1.200 euro per ciascun figlio, assegnato attraverso una graduatoria basata sull’indicatore Isee, con l’intento di dare priorità ai nuclei familiari in maggiore difficoltà economica. L’agevolazione sarà compatibile con altre misure di sostegno a livello comunale, regionale e nazionale.

L’avviso pubblico sarà pubblicato a breve, e le domande potranno essere presentate dalle madri che soddisfano i requisiti previsti. Si tratta di un intervento che, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, rappresenta solo un primo passo verso una riforma strutturale dei servizi per l’infanzia. “A partire dal prossimo anno – ha anticipato Proietti – costruiremo un sistema integrato di servizi per la genitorialità, lavorando con Comuni e Zone sociali per garantire l’accesso agli asili nido e ai servizi educativi 0-6 anni come primo livello di istruzione”.

L’impegno regionale mira quindi non solo a sostenere le madri nel periodo più delicato della maternità, ma anche a favorire un equilibrio duraturo tra vita privata e professionale, attraverso politiche integrate e coordinate con gli enti locali.

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