Università italiane accolgono 51 giovani palestinesi, capofila Perugia

Arrivati in Italia 51 studenti e ricercatori palestinesi grazie a borse di studio promosse da 35 università italiane. Il progetto, guidato da Perugia, punta a offrire un nuovo futuro.

Un’emozione silenziosa, ma intensa, quella che si leggeva ieri sera sui volti dei 51 giovani palestinesi sbarcati a Linate e Ciampino con due voli speciali partiti dalla Giordania. Tra loro studenti, studentesse e ricercatori selezionati tra migliaia di candidati per le borse di studio messe a disposizione da 35 università italiane nell’ambito di un progetto di cooperazione accademica e umanitaria promosso dalla Crui – Conferenza dei rettori delle università italiane.

Un’iniziativa partita nel maggio 2024 e che, nonostante le complessità logistiche e geopolitiche, ha trovato la sua realizzazione concreta anche grazie al ruolo centrale dell’Università degli Studi di Perugia, capofila del progetto. A guidare i ragazzi nel loro arrivo in Italia, il rettore Maurizio Oliviero, delegato Crui per la cooperazione internazionale.

Dalla Striscia di Gaza all’Italia: una missione che sembrava impossibile

L’obiettivo era chiaro sin dall’inizio: offrire un’opportunità concreta a giovani palestinesi provenienti da contesti difficili, con un focus particolare sulla Striscia di Gaza, da cui proviene circa l’80% delle domande ricevute. La risposta è stata straordinaria: migliaia di candidature, a testimonianza della sete di conoscenza e desiderio di riscatto che anima tanti giovani anche nei territori più colpiti da crisi e conflitti.

“È un primo traguardo, raggiunto grazie a uno sforzo corale”, spiegano dall’ateneo perugino, che ha coordinato le attività in collaborazione con la Farnesina, il Consolato italiano a Gerusalemme e l’Ambasciata italiana ad Amman. Un lavoro diplomatico e logistico complesso, durato oltre u

n anno, che ha reso possibile quello che in molti, inizialmente, ritenevano irrealizzabile.

Un arrivo che rappresenta solo l’inizio

I 51 studenti rappresentano solo il primo gruppo di una missione più ampia: altri 100 giovani palestinesi sono attesi in Italia nelle prossime settimane, tra cui i 12 studenti assegnati all’Università di Perugia. Una distribuzione pensata per garantire il miglior inserimento possibile all’interno dei percorsi accademici delle università italiane che hanno aderito all’iniziativa.

“È un nuovo inizio”, si legge sui volti dei ragazzi appena atterrati, alcuni dei quali non avevano mai lasciato i propri territori di origine. Ora si preparano a costruire un percorso di studi che potrà cambiare non solo il loro destino personale, ma anche quello delle comunità da cui provengono.

Un esempio concreto di cooperazione accademica internazionale

L’intervento della Crui e degli atenei italiani si inserisce in un modello di diplomazia accademica, capace di affiancare la solidarietà all’investimento nella formazione delle nuove generazioni. Le borse di studio coprono vitto, alloggio, corsi di lingua e supporto psicologico e didattico, offrendo così un ambiente favorevole per ricominciare.

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