Nel pomeriggio di venerdì 19 settembre a Perugia, sindacalisti, studenti e cittadini si sono radunati in piazza Italia per aderire allo sciopero promosso dalla Cgil, con un presidio davanti alla Prefettura. La protesta ha assunto un forte carattere politico e umanitario, puntando l’attenzione sul conflitto in corso in Palestina e sull’appoggio dell’Unione Europea e del governo italiano al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Tra i partecipanti al presidio anche volti istituzionali e rappresentanti del mondo cattolico e studentesco, a testimonianza della trasversalità dell’appello. Presenti don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia, l’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli e delegazioni delle associazioni studentesche Udu, Link e Rete degli studenti medi.
Lettera al Prefetto per chiedere sanzioni contro Israele
I rappresentanti della Cgil hanno consegnato al Prefetto una lettera ufficiale, chiedendo che le motivazioni della protesta vengano portate all’attenzione del governo centrale. Nel documento si invoca una netta presa di posizione contro il governo israeliano, definito “fascista e violento”, responsabile — secondo i manifestanti — di azioni che “minano le basi democratiche dell’Occidente, dell’Italia e dell’Europa”. I sindacati chiedono che Roma e Bruxelles interrompano ogni forma di sostegno a Tel Aviv, in particolare sul piano militare ed economico.
Global sumud flotilla al centro del presidio
Durante l’iniziativa è stato più volte espresso il pieno sostegno alla Global sumud flotilla, la spedizione internazionale pacifista in supporto alla popolazione di Gaza. I manifestanti ne hanno esaltato il valore simbolico come risposta civile all’impotenza diplomatica e politica delle istituzioni europee e delle Nazioni Unite.
Don Marco Briziarelli: “Il silenzio di oggi peserà sulla storia”
Uno degli interventi più sentiti è stato quello di don Marco Briziarelli, che ha lanciato un appello alla coscienza collettiva: “Tra qualche decennio, quando la storia sarà riletta, ci verrà chiesto conto del silenzio di oggi”, ha detto al microfono. Il sacerdote ha raccontato l’emozione provata la notte dell’invasione di Gaza City, quando un’immagine di un missile che illuminava il cielo gli è sembrata una contraddizione insopportabile: “È inaccettabile che la luce porti distruzione. Non esiste mai una giustificazione per la guerra”, ha aggiunto, sottolineando l’urgenza di permettere il passaggio di aiuti umanitari.
Barcaioli: “Oggi l’unica speranza è la società civile”
Anche l’assessore Fabio Barcaioli ha rivolto parole forti contro l’attuale assetto istituzionale europeo: “Oggi dobbiamo aggrapparci alla Flotilla per ritrovare quei valori su cui l’Europa avrebbe dovuto fondarsi”, ha dichiarato, riferendosi alla missione umanitaria. Ha inoltre criticato le istituzioni europee e l’Onu, accusandole di aver perso il legame con i principi fondanti della convivenza civile e della giustizia internazionale.
Presidio pacifico ma determinato
L’iniziativa si è svolta in modo pacifico, con cartelli, bandiere e striscioni in sostegno alla popolazione palestinese. Gli studenti hanno partecipato attivamente, leggendo documenti e testi di solidarietà. La manifestazione ha rappresentato un momento di forte coesione tra mondo del lavoro, associazioni religiose, universitarie e istituzioni locali, uniti da un messaggio di condanna verso la guerra e di richiesta di una svolta diplomatica.