Umbria, allarme demografico: la popolazione invecchia e si riduce

Al 1° gennaio 2024 i residenti in Umbria sono 853.068, ovvero 3.339 in meno rispetto all'anno precedente

L’Umbria sta affrontando un vero e proprio “inverno demografico” che non accenna a diminuire. I dati diffusi dall’Ufficio di Statistica della Regione per il 2024 mostrano una realtà preoccupante: la popolazione si riduce, invecchia a un ritmo accelerato e le nascite continuano a calare drasticamente.

​Secondo il report, al 1° gennaio 2024 i residenti in Umbria sono 853.068, ovvero 3.339 in meno rispetto all’anno precedente. Questo calo è causato quasi esclusivamente dal saldo naturale negativo: nel 2023, i decessi (10.810) hanno superato le nascite (4.766) di oltre 6.000 unità. Nonostante un bilancio migratorio positivo, trainato dagli arrivi dall’estero, questo flusso non è sufficiente a compensare la perdita.

​Crolla la natalità, si allarga il divario generazionale

​La fotografia scattata dall’analisi è allarmante. Il tasso di natalità in Umbria è sceso al 5,6 per mille, ben al di sotto della media nazionale (6,4). La fecondità si è attestata a soli 1,11 figli per donna, un valore che è meno della metà della soglia necessaria per il ricambio generazionale (2,1). Anche le donne straniere, un tempo più prolifiche, si stanno allineando a questa tendenza, con un tasso di 1,57 figli, in netto calo rispetto al passato.

​Questo scenario si traduce in una popolazione che invecchia in modo esponenziale. L’età media è di 48,2 anni, e gli anziani (oltre i 65 anni) rappresentano il 27% del totale dei residenti. Al contrario, i giovani fino a 14 anni sono solo l’11,3% della popolazione. L’indice di vecchiaia ha raggiunto un livello record: 238,3 anziani ogni 100 giovani, posizionando l’Umbria tra le regioni più anziane d’Italia. In alcune aree, come la Valnerina e la zona Narni-Amerino, la presenza giovanile scende addirittura sotto il 10%, segno di un forte spopolamento.

​Famiglie più piccole e il ruolo dell’immigrazione

​La crisi demografica si riflette anche sulla struttura familiare. Le famiglie umbre sono in media composte da 2,2 persone. Oltre un terzo dei nuclei familiari è formato da persone che vivono sole (144.000), e sei su dieci sono over 60, in particolare donne. Le coppie con figli sono solo il 30% del totale, mentre quelle senza figli rappresentano il 21,3%.

​L’unico fattore che sta contenendo il declino demografico è la componente straniera, che rappresenta il 10,4% della popolazione totale. La loro struttura demografica è molto più giovane, con un indice di vecchiaia di 60,3, e un saldo naturale positivo, con più nascite che decessi. Le comunità più numerose sono quelle provenienti da Romania, Albania, Marocco e Ucraina.

​Una sfida per il futuro dell’Umbria
​Il quadro disegnato dal report regionale è chiaro e rappresenta una seria sfida per la politica e l’economia locale. L’aumento degli anziani richiede maggiori servizi sanitari e assistenziali, mentre il calo della natalità e la fuga dei giovani impongono di ripensare le strategie per rendere l’Umbria un luogo più attrattivo per le nuove generazioni. Per invertire questa tendenza, è necessario sostenere con urgenza le giovani coppie e le famiglie, incentivare la natalità e creare opportunità di lavoro che fermino lo spopolamento. Senza nuove nascite e nuovi cittadini, il rischio è che questo “inverno demografico” si trasformi in una vera e propria glaciazione.

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