Le trasformazioni del mercato del lavoro impongono nuove risposte e strategie. È quanto emerge dall’analisi della Cisl Umbria, che, sulla scia degli ultimi studi dell’Ufficio Studi CGIA, lancia un appello per riorientare politiche e strumenti in funzione delle mutate aspettative sociali e occupazionali.
Secondo il segretario regionale “chi oggi entra nel mercato del lavoro chiede non solo retribuzioni più alte, ma anche un maggiore equilibrio tra vita privata e tempi lavorativi”, sottolineando così come la componente valoriale stia assumendo un peso crescente. Non si tratta soltanto di salari, ma anche di benessere, inclusione e partecipazione.
Tra le priorità individuate spiccano il clima aziendale e la centralità del lavoratore. “Il nostro centro studi – evidenzia il segretario – ha rilevato che il clima interno alle imprese è un fattore determinante nella scelta di un impiego”. Un orientamento che segna una cesura rispetto al passato: “L’aspirazione al posto fisso, prioritaria nella mia generazione, sta tramontando nei giovani”, afferma Manzotti, che però mette in guardia: “Resta ancora aperto il nodo del precariato, delle basse retribuzioni e delle disuguaglianze di genere”.
La nuova generazione cerca un lavoro che valorizzi le competenze e dia voce ai lavoratori. “È attraverso la partecipazione che si costruisce un lavoro dignitoso: serve coinvolgere realmente chi lavora nelle scelte aziendali”, spiega il segretario. Una visione che trova radici nella consapevolezza che il mercato sta cambiando: molte professioni stanno scomparendo, mentre altre stanno nascendo, spinte anche dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale.
Un cambiamento, però, che non sempre trova una risposta adeguata nel sistema formativo. “Riscontriamo difficoltà nelle scuole ad adattarsi alle esigenze di un mercato del lavoro in rapida evoluzione”, denuncia la Cisl. Per questo, serve un ripensamento profondo dell’istruzione: “Bisogna guardare agli istituti superiori in chiave professionalizzante, per colmare gli squilibri oggi sempre più evidenti”.
Tra le proposte centrali della Cisl Umbria spiccano la formazione continua e la staffetta generazionale. “È fondamentale rafforzare la formazione permanente, coinvolgendo gli enti bilaterali – dichiara Manzotti – e attuare una vera staffetta generazionale, in cui gli over 55 facciano da tutor ai più giovani”. Accanto a questo, il sindacato propone di rimodulare l’organizzazione del lavoro attraverso una contrattazione più incisiva e rilancia il ruolo degli istituti tecnici e degli ITS nel creare figure professionali adeguate per il tessuto produttivo.
Fondamentale, per la Cisl, sarà anche il potenziamento degli osservatori regionali sul mercato del lavoro, strumenti utili per orientare percorsi formativi rispondenti alle reali esigenze dei territori.
Infine, pur accogliendo con favore gli incentivi alle imprese che assumono, la Cisl Umbria sottolinea come questi non siano sufficienti da soli a invertire la rotta. “Non bastano le agevolazioni: serve un patto vero tra istituzioni e parti sociali per ridisegnare un lavoro dignitoso, sicuro e ben retribuito”, afferma il segretario. E conclude: “La ripresa economica parte dal lavoro. Senza un impegno condiviso, non ci sarà sviluppo duraturo”.