È stato segnalato in Umbria il primo caso di positività al virus West Nile (WNV) del 2025, a carico di una donna residente in uno dei comuni dell’Usl Umbria 1, in provincia di Perugia. La conferma è arrivata tramite una comunicazione ufficiale della stessa azienda sanitaria, dopo l’individuazione di anticorpi specifici nel sangue della paziente, evidenza che attesta un’infezione recente.
Secondo quanto ricostruito dal Servizio di igiene e sanità pubblica, la donna ha soggiornato tra la fine di luglio e i primi di agosto in un’altra regione italiana, dove erano già stati segnalati casi confermati di West Nile Disease. È molto probabile che l’infezione sia avvenuta in quel contesto, non essendoci attualmente alcuna circolazione locale del virus documentata in Umbria.
Il virus West Nile è trasmesso dalle zanzare del genere Culex e colpisce in via principale gli uccelli, che rappresentano il serbatoio naturale dell’infezione. Gli esseri umani, così come i cavalli, sono considerati ospiti terminali, poiché il virus non si trasmette da persona a persona, né da uomo a zanzara. La malattia si manifesta nella maggior parte dei casi in forma asintomatica o con sintomi lievi, ma può evolvere in forme gravi, soprattutto nei soggetti fragili.
Per garantire la sicurezza pubblica, la Usl Umbria 1 ha immediatamente attivato tutte le misure previste dal “Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025”. Tra queste rientrano l’indagine epidemiologica e il sopralluogo nell’area di residenza della paziente, dove già dalla giornata odierna sono state installate trappole per la cattura delle zanzare. Gli esemplari raccolti saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Perugia per l’analisi virologica, con risultati attesi entro 48 ore.
Nonostante il caso non abbia origine locale, sarà potenziata l’attività di disinfestazione nei Comuni interessati, limitandosi all’uso di larvicidi, senza ricorrere a insetticidi adulticidi, come misura cautelativa. La scelta è coerente con le indicazioni sanitarie, dal momento che non è possibile una trasmissione del virus da uomo a zanzara, contrariamente a quanto può avvenire con altre arbovirosi come la Dengue.
La Regione Umbria, attraverso il suo sistema di sorveglianza “multidimensionale e all’avanguardia”, monitora regolarmente il territorio da aprile a novembre. Il sistema comprende:
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Sorveglianza entomologica, con trappole per zanzare in aree strategiche;
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Monitoraggio sierologico degli uccelli stanziali, considerati sentinelle della circolazione virale;
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Controlli su uccelli selvatici rinvenuti morti, utili a tracciare la diffusione;
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Sorveglianza clinica e sierologica sugli equidi, che possono manifestare segni neurologici in caso d’infezione.
“Questo approccio integrato consente di rilevare tempestivamente ogni segnale del virus e di attuare le necessarie misure di contenimento e prevenzione, prima che la malattia si diffonda tra la popolazione”, ha evidenziato l’Usl Umbria 1 nella sua nota ufficiale.