“Ancora una volta siamo costretti a confrontarci con queste inutili ed ingiustificate iniziative mediatiche di Amanda Knox”. A parlare è Francesco Maresca, avvocato della famiglia di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel novembre del 2007. Le sue parole arrivano in risposta all’annuncio della miniserie “The Twisted Tale of Amanda Knox”, attesa su Hulu (e in Italia su Disney+) dal prossimo 20 agosto.
La serie, tratta dall’autobiografia di Amanda Knox “Waiting to be Heard: A Memoir”, propone una narrazione dal punto di vista dell’ex studentessa americana, con alcune scene girate nel capoluogo umbro. Una scelta che ha riacceso l’attenzione su una vicenda giudiziaria che, a quasi vent’anni dai fatti, continua a suscitare polemiche e divisioni.
“Risulta davvero difficile comprendere come mai l’americana, che si è sempre dichiarata innocente, prendendo le distanze da quanto accaduto nella villetta di Perugia, continui a mescolare la propria vita in quella vicenda”, ha aggiunto Maresca in un’intervista rilasciata all’ANSA.
L’avvocato non nasconde la propria amarezza, sottolineando che Knox sembra non riuscire a separarsi da una storia che ha segnato profondamente l’opinione pubblica. “Evidentemente non riesce a dimenticarla o, cosa più probabile e ormai chiara a tutti, ne ha fatto una costante fonte di guadagno”, dichiara il legale, che conclude con fermezza: “In questo caso, l’iniziativa della nuova serie non merita ulteriori commenti”.
Il ricordo della giovane Meredith resta ancora vivo, soprattutto nella città di Perugia. “A distanza di quasi 20 anni dalla morte della povera Metz, il suo ricordo è sempre molto forte nella comunità perugina”, ha ribadito Maresca, “ma anche in tutti quanti noi che abbiamo lavorato su un caso processuale così difficile e così discusso che si è chiuso lasciando aperti mille interrogativi”.
L’omicidio di Meredith Kercher resta infatti uno dei casi più controversi della cronaca italiana recente. Amanda Knox e il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito vennero indagati, arrestati e condannati, per poi essere definitivamente assolti e scarcerati, dopo aver sempre proclamato la propria innocenza.
Per la morte della studentessa inglese è stato condannato Rudy Guede, che ha completato il suo periodo di detenzione e che ha sempre negato di essere l’autore materiale del delitto.
Francesco Maresca, da anni al fianco della famiglia Kercher, insiste sulla necessità di “proteggere come sempre la memoria e il ricordo di Meredith Kercher che dovrebbe riposare in pace senza essere ciclicamente ‘disturbata’ da Amanda Knox”.