Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) per le famiglie terremotate di Umbertide, Perugia e Gubbio rischia di essere interrotto a causa di un vuoto normativo che la consigliera regionale del Pd Letizia Michelini, presidente della Seconda Commissione dell’Assemblea legislativa, chiede con urgenza di colmare.
“È necessario un intervento normativo nazionale urgente” ha dichiarato Michelini, evidenziando come la conclusione dello stato di emergenza abbia generato uno stallo normativo nell’erogazione del Cas. Secondo quanto spiegato dalla consigliera, l’attuale disciplina, contenuta nell’articolo 22-ter del DL 4/2022, subordina il beneficio alla richiesta formale del contributo per la ricostruzione da parte dei cittadini colpiti. Una previsione che, sottolinea Michelini, non si adatta alla situazione dei comuni umbri coinvolti nel sisma del 2023, dove entro il 31 ottobre 2025 è previsto solo l’obbligo di manifestare l’interesse ad accedere ai fondi, ma non è ancora possibile avviare l’iter per ottenere i contributi per la ricostruzione, legato alla presentazione dei relativi progetti.
“Questa criticità è stata segnalata anche dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”, ha aggiunto la presidente della commissione, facendo riferimento alle osservazioni sollevate sulla bozza di ordinanza elaborata dal Dipartimento nazionale della protezione civile. Ordinanza che, ha sottolineato, “non condiziona il Cas alla richiesta formale del contributo di ricostruzione”, e che proprio per questo rischia di essere invalidata senza un adeguamento normativo.
Alla luce del quadro normativo attuale, Michelini propone due strade possibili: “Una modifica dell’art. 22-ter del DL 4/2022 oppure l’adozione di una norma specifica per il sisma del 2023 che consenta di garantire l’erogazione del Cas a Umbertide, Perugia e Gubbio fino all’avvio effettivo della ricostruzione”.
Nel frattempo, è stata anche ipotizzata una misura d’emergenza a livello regionale, che preveda l’impiego di fondi propri da parte della Regione Umbria, con l’obiettivo di anticipare le risorse ai cittadini e recuperarle successivamente. Ma Michelini avverte: “Questa soluzione richiederebbe un provvedimento normativo regionale ad hoc e una previsione nazionale che consenta il rimborso alla Regione. Un iter complesso che non garantisce tempi rapidi”.
In questo contesto, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti si è già attivata, coinvolgendo formalmente il prefetto di Perugia per sollecitare il Governo. L’obiettivo è la modifica urgente della norma nazionale, che consentirebbe al Dipartimento della protezione civile di emanare tempestivamente l’ordinanza necessaria.
“La priorità deve essere quella di garantire continuità e certezza nell’erogazione del Cas”, ha ribadito Michelini, “fino a quando la ricostruzione potrà realmente partire”.
“Fondamentale sarà anche il ruolo dei parlamentari umbri”, ha concluso, “che devono farsi promotori, al di là delle appartenenze politiche, di un’azione condivisa e incisiva presso Governo e Parlamento”.
La Regione, nel frattempo, assicura il proprio impegno costante a supporto delle comunità colpite dal terremoto, confermando la disponibilità a operare in tutte le sedi istituzionali per garantire risposte concrete a chi ancora oggi vive le conseguenze del sisma del 2023.