Safe, un nuovo modello di sanità e accoglienza per migranti vulnerabili in Umbria

Al via il progetto triennale finanziato dal Fondo Fami per tutelare la salute dei richiedenti protezione internazionale e minori non accompagnati

Garantire il diritto alla salute dei migranti più fragili: è questo l’obiettivo centrale del progetto Safe – Salute e accoglienza per le fragilità emergenti, presentato ufficialmente a Perugia il 31 luglio 2025, nella Sala Fiume di Palazzo Donini. Un’iniziativa ambiziosa e innovativa, nata per offrire un modello integrato e uniforme di governance sociosanitaria sul territorio regionale, a beneficio dei Richiedenti e titolari di protezione internazionale (Rtpi) e dei Minori stranieri non accompagnati (Msna) accolti nei Cas e nel sistema Sai.

Il progetto, della durata di tre anni, è finanziato con risorse del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) 2021-2027 e vede come capofila l’Usl Umbria 1. A completare la rete partenariale: Usl Umbria 2, Anci Umbria, Cidis Impresa Sociale ets e Famiglia Nuova Società Cooperativa Sociale.

Un approccio multilivello per l’inclusione sanitaria

Si tratta di un progetto importante, voluto e supportato dalla Regione Umbria”, ha affermato il direttore generale di Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, aprendo la conferenza stampa. “Prevede una partnership tra pubblico e privato, in cui le aziende sanitarie umbre si occupano del potenziamento degli ambulatori per migranti. Ma l’aspetto più rilevante è la conoscenza e la comprensione dei servizi: per questo motivo Safe prevede un’estesa attività di alfabetizzazione sanitaria rivolta a migranti e minori presenti sul territorio regionale”.

In questa direzione, nella sola Usl Umbria 1, l’ambulatorio migranti del Distretto del Perugino ha già assistito oltre 100 pazienti nel 2024. Sul modello di questa esperienza, Usl Umbria 2 ha aperto due nuovi ambulatori a Foligno e Terni, come spiegato da Simona Carosati: “L’Umbria è una terra di accoglienza e lo deve essere anche per chi si occupa di salute”.

Formazione, supporto territoriale e innovazione

Uno dei pilastri del progetto è il rafforzamento delle competenze degli operatori, tramite percorsi formativi e azioni di apprendimento cooperativo, in grado di migliorare l’interazione tra servizi sociali e sanitari. A tal fine è stata attivata un’Equipe mobile multiprofessionale (Emm), incaricata di raggiungere le persone direttamente nei centri di accoglienza, per facilitarne l’eventuale presa in carico, senza barriere di accesso.

“Incontrare le persone, a prescindere dalla patologia o fragilità presente”, ha spiegato Enrico Battini di Famiglia Nuova, “serve a garantire a tutti il diritto alla salute in un’ottica educativa e di autonomia”.

Il progetto prevede inoltre la costituzione di Comitati integrati di Coordinamento territoriali (Cict) per definire standard assistenziali condivisi e protocolli operativi uniformi, oltre a un servizio di consulenza antropologica ed etnoclinica per rafforzare l’efficacia interculturale delle attività sanitarie e sociali.

Il ruolo dei partner e la visione regionale

Federico Gori, presidente di Anci Umbria, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei Comuni: “Stiamo consolidando un modello di governance interistituzionale in cui i Comuni sono protagonisti dell’accoglienza. Safe rappresenta una concreta opportunità per integrare le azioni nel Piano socio-sanitario regionale”.

Laura Panella, referente Cidis onlus, ha ribadito il contributo dell’ente: “Questo è un progetto che mette al centro tematiche sociali. Lavoreremo sulla formazione, sull’orientamento ai servizi, e sulla creazione di un think-tank regionale contro le mutilazioni genitali femminili. Il nostro auspicio è che le buone pratiche di Safe vengano mantenute anche dopo la fine del progetto”.

Infine, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato il valore politico e sociale dell’iniziativa: “Sono orgogliosa della nostra sanità pubblica. Safe è una risposta concreta a una lacuna strutturale, nata per creare un modello stabile di inclusione, in coerenza con la nostra Costituzione”.

Un quadro complesso, tra accoglienza e vulnerabilità

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 20 luglio 2025 sono 36.545 i migranti sbarcati in Italia, di cui 6.545 sono minori stranieri non accompagnati. In Umbria, al 15 luglio 2025, 2.386 migranti risultano accolti nei Cas (1.697 nella provincia di Perugia e 689 in quella di Terni), e 477 nei centri Sai, attivi in 13 Comuni umbri.

Una popolazione particolarmente fragile: circa il 70% degli Rtpi e Msna presenta vulnerabilità psico-sociali. Le esperienze traumatiche vissute nei Paesi d’origine o durante i viaggi migratori rendono questi individui particolarmente esposti a patologie psicologiche o psichiatriche. Safe interviene proprio su questo fronte, cercando di costruire percorsi individualizzati di cura e integrazione, valorizzando la collaborazione tra enti pubblici e privati.

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