Umbria, ecco l’accordo per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità

Firmato a Palazzo Donini un accordo che promuove l'integrazione nel lavoro delle persone con gravi difficoltà

L’Umbria ha compiuto un importante passo verso l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, con la firma di un Accordo per l’inserimento lavorativo che prevede il coinvolgimento delle cooperative sociali di tipo B. Questo accordo permetterà ai datori di lavoro di assolvere parzialmente agli obblighi di assunzione di personale disabile attraverso il conferimento di commesse alle cooperative sociali, che svolgono attività economiche con l’obiettivo principale di offrire opportunità lavorative a chi ha difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.

L’accordo è stato firmato dalla presidente della Regione Stefania Proietti e coinvolge numerosi attori, tra cui l’Arpal, le sigle sindacali e datoriali, le associazioni del Terzo Settore e le realtà che rappresentano le persone con disabilità.

“Questo accordo segna un cambio di passo importante”, ha dichiarato la presidente Proietti. “Non solo adeguiamo il nostro sistema regionale alla normativa nazionale, ma dimostriamo anche l’impegno della nostra comunità nell’inclusione delle persone con disabilità. Accogliere queste persone nel mondo del lavoro fa crescere le aziende e arricchisce la collettività in cui operano”, ha aggiunto. L’accordo rappresenta anche un’estensione della Carta di Solfagnano, che mira a promuovere la vita autonoma delle persone con disabilità, ora anche nella provincia di Terni.

Francesco De Rebotti, assessore alle Politiche del lavoro, ha riconosciuto che l’Umbria è stata l’ultima regione ad attuare l’articolo 14 del Dlgs 276 (Legge Biagi), ma ha sottolineato l’importanza di aver colmato questa lacuna fin da subito, con un percorso partecipativo che ha coinvolto persone e famiglie, per una coprogettazione mirata.

Massimo Rolla, garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ha spiegato che grazie a questa iniziativa, le persone con disabilità saranno assunte dalle cooperative sociali di tipo B, che poi avranno la possibilità di ottenere commesse dalle aziende. Il risultato sarà un triplice vantaggio: l’inserimento lavorativo delle persone disabili, il supporto delle cooperative nell’accompagnare i percorsi di integrazione, e il rispetto degli obblighi di legge per le aziende.

L’inserimento lavorativo rappresenta solo una parte della soluzione, come ha sottolineato Rolla, che ha ricordato la necessità di una riforma organica della Legge 68 del 1999, un impegno che da due anni coinvolge tavoli istituzionali presso il ministero competente.

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