Sono finalmente online sul sito di ARPA Umbria i dati relativi alla produzione e alla raccolta differenziata dei rifiuti in Umbria nel 2024, consultabili liberamente da tutti i cittadini. Un lavoro che rappresenta un passo importante verso la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei rifiuti, dove ciascun cittadino può analizzare i numeri riguardanti la propria area, dalla produzione di rifiuti alla qualità dell’organico e alla composizione del rifiuto secco residuo.
Produzione dei rifiuti: un aumento preoccupante
Il dato più critico riguarda la produzione pro capite dei rifiuti, che nel 2024 è aumentata di 17 kg per ogni residente, raggiungendo una media regionale di 538 kg per abitante, superiore alla media nazionale. Dal 2020, l’Umbria ha visto un incremento del 5% della produzione di rifiuti, segnalando la necessità di politiche più efficaci di prevenzione e riduzione dei rifiuti. Il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) prevedeva una riduzione del 4,4% entro il 2035, ma questo obiettivo sembra ormai difficile da raggiungere.
Particolare attenzione va alla Valle Umbra Sud, dove si segnala un aumento significativo: il Sub-ambito 3 ha superato i 700 kg di rifiuti pro capite, ben oltre la media regionale, segnalando la difficoltà di alcune aree nel ridurre la produzione dei rifiuti.
Raccolta differenziata: obiettivo raggiunto, ma con disomogeneità
La raccolta differenziata in Umbria nel 2024 ha raggiunto una media del 69,6%, superando l’obiettivo del PRGR (67,9%) e segnando un leggero miglioramento rispetto al 2023 (+0,8%). Tuttavia, i risultati sono variabili da territorio a territorio. Se il Sub-ambito 4 (provincia di Terni) si conferma il più virtuoso con un eccellente 76% di raccolta differenziata, il Sub-ambito 3 (Valle Umbra Sud) è ancora in difficoltà, fermandosi al 58,6%, ben lontano dal 60,9% previsto dal piano regionale.
I Comuni più virtuosi: Calvi dell’Umbria, Otricoli e Bettona
Tra i Comuni più virtuosi della regione, spiccano Calvi dell’Umbria, Otricoli e Bettona, recentemente premiati da Legambiente come Comuni Ricicloni per le loro elevate percentuali di raccolta differenziata e per il basso valore di rifiuto indifferenziato pro capite. Buoni risultati si registrano anche in Magione, Castiglione del Lago e Passignano, dove il trascinamento delle buone pratiche ha portato a raccogliere più del 72% di rifiuti differenziati. Terni, con un 78% di raccolta differenziata, dimostra che anche nei comuni più grandi è possibile ottenere ottimi risultati.
Qualità dell’organico: una sfida ancora aperta
Nonostante i progressi nella raccolta differenziata, la qualità della frazione organica continua a essere una delle sfide più difficili. Come sottolineato da Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, la qualità della raccolta organica è un fattore cruciale. Infatti, in molti Comuni la qualità della frazione organica è peggiorata rispetto all’anno precedente. Tra i Comuni con peggioramenti significativi spiccano Spoleto, dove la quantità di materiale non compostabile è aumentata al 12%, e alcune aree della Valle Umbra Sud, con una media dell’8% di materiale non idoneo al compostaggio.
Prossimi passi: l’economia circolare
Legambiente Umbria ha già annunciato che i dati 2024 saranno utili per elaborare nuove proposte da portare al prossimo EcoForum regionale sull’economia circolare. La regione, pur avendo fatto significativi passi in avanti, deve ancora affrontare la sfida di migliorare la qualità della raccolta differenziata e di ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti, con un focus particolare sulla riduzione dei materiali non riciclabili e sull’educazione alla sostenibilità.