Nodino, Torgiano dice no: Perugia chiede uno studio indipendente

Bocciatura decisa dal comune limitrofo durantre l'audizione in assemblea e richiesta di approfondimento tecnico da parte di Perugia: il futuro del "Nodino" resta incerto

Il progetto del “Nodino”, primo stralcio del più ampio Nodo di Perugia, continua a sollevare critiche e riserve. Nell’ultima seduta della Seconda Commissione consiliare permanente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Letizia Michelini, le amministrazioni comunali di Torgiano e Perugia hanno chiarito le proprie posizioni. Da una parte, un secco no; dall’altra, una richiesta di valutazioni aggiornate. Ma entrambe convergono sull’inadeguatezza dell’attuale progetto.

“Se non ci sono novità rispetto al progetto, ribadiamo quanto già espresso nel corso degli anni”, ha affermato il sindaco di Torgiano Eridano Liberti, accompagnato dal vicesindaco Attilio Persia. Una posizione netta, formalizzata già due anni fa con una mozione votata all’unanimità dal Consiglio comunale. La bocciatura riguarda soprattutto l’impatto ambientale del tracciato previsto: “L’opera attraverserebbe una zona agricola di pregio”, ha spiegato Liberti, “mettendo a rischio un’importante azienda agraria”. A detta dell’amministrazione comunale, non è stato dato ascolto alle proposte di modifica avanzate in passato. Solo una riformulazione complessiva del Nodo potrebbe riaprire un dialogo con il territorio.

Più cauta ma comunque critica la posizione del Comune di Perugia, rappresentato in Commissione dall’assessore alla mobilità Pierluigi Vossi. Pur non opponendosi apertamente all’opera, Vossi ha segnalato la necessità di procedere con uno studio trasportistico indipendente, che tenga conto delle trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali più recenti. “È necessario capire se le opere che si vorrebbero mettere in campo siano realmente risolutive del problema”, ha sottolineato, evidenziando come il progetto attualmente non disponga di copertura finanziaria, dal momento che i fondi previsti nel 2022 sono stati riallocati ad altre voci.

Anche il consigliere Fabrizio Ferranti è intervenuto nel dibattito, citando dati Anas ormai superati che, secondo vecchie proiezioni, indicavano una riduzione del traffico limitata al 4% sul viadotto dei Volumni e all’11% sull’intera tratta fino all’ospedale Silvestrini. Per Ferranti, servono studi aggiornati e chiarezza sui reali benefici. Il consigliere ha poi criticato l’opposizione per aver strumentalizzato il progetto in chiave elettorale: “Tutti, persino i sassi, sanno che questa infrastruttura è di competenza nazionale. Senza i finanziamenti del governo centrale, nulla si può fare”, ha dichiarato.

Nel frattempo, la presidente della Regione Stefania Proietti ha parlato di “ulteriori approfondimenti”, un’espressione che, per i detrattori, rappresenterebbe un modo diplomatico per rinviare o affossare il progetto. Il “Nodino” è diventato simbolo di una più ampia paralisi decisionale sulla mobilità regionale, riflettendo le difficoltà strutturali dell’Umbria nel dotarsi di infrastrutture moderne ed efficienti.

La Seconda Commissione proseguirà con nuove audizioni, dopo aver già ascoltato rappresentanti di comitati pro e contro. Il confronto resta aperto, ma appare chiaro che senza un ripensamento radicale del progetto sarà difficile trovare un punto d’incontro tra le istituzioni coinvolte e il territorio.

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