La Flaei Cisl Umbria ha espresso profonda preoccupazione per lo stato dell’energia e delle infrastrutture connesse nella regione, in particolare per la situazione del centro di telecontrollo (PT) di Terni e per il mancato rilancio della centrale di Bastardo. A denunciarlo è stato Ciro Di Noia, segretario generale del sindacato, che ha evidenziato come le azioni intraprese da Enel siano in netto contrasto con la strategia di sviluppo richiesta dal contesto attuale, segnato da transizione energetica e risorse del Pnrr.
Uno dei punti più critici riguarda la vertenza aperta con e-distribuzione, mentre la paventata chiusura del PT a Terni è vista come un ulteriore colpo alle capacità operative del territorio. Secondo Di Noia, la direzione intrapresa dalla società appare incompatibile con le necessità del momento storico, che richiederebbe invece ingenti investimenti sia infrastrutturali sia occupazionali.
Al centro del dibattito anche la mancata riqualificazione della centrale di Bastardo, un sito storico della produzione elettrica umbra, che dagli anni ’60 rappresentava un polo strategico per l’Enel e per l’economia locale. Il sindacato critica la continua alternanza di proposte progettuali mai realizzate, come le serre idroponiche, l’uso sperimentale dell’idrogeno nei mezzi agricoli e pubblici, l’installazione di impianti fotovoltaici e batterie di accumulo. Iniziative rimaste lettera morta, in un’area che da tempo attende risposte concrete e che nel frattempo ha visto crollare il proprio reddito pro capite, scivolando ai livelli più bassi della regione.
La percezione della Flaei Cisl è che Enel non stia puntando sul rilancio del sito, ma al contrario ne stia preparando la dismissione. Un segnale in tal senso arriva anche dalla mancata espansione del parco fotovoltaico attivo dal 2020, che a oggi produce appena 1 megawatt, un livello che secondo il sindacato potrebbe essere facilmente raggiunto da un singolo imprenditore privato. Un dato emblematico, che conferma l’assenza di un piano industriale chiaro per l’area.
Di fronte a questo scenario, la Flaei Cisl Umbria chiede l’apertura di un tavolo concertativo con la Regione e le istituzioni locali e nazionali, allo scopo di definire una strategia comune per lo sviluppo energetico del territorio. Il sindacato si è detto pronto a partecipare attivamente a questo confronto, sottolineando l’urgenza di mettere al centro l’occupazione e la valorizzazione delle competenze locali.
Secondo Di Noia, è indispensabile che l’energia torni a essere un motore di sviluppo per l’Umbria, e che gli attori istituzionali e industriali condividano un percorso di investimento concreto, sostenibile e duraturo. Il rischio, avverte il sindacato, è che un’intera area della regione venga definitivamente esclusa dalle opportunità offerte dalla transizione ecologica e digitale, con gravi ripercussioni sociali ed economiche.