La “bomba” alle poste? Era l’aloe preparato dalle suore

Un pacco esploso ha fatto scattare l’emergenza, ma si trattava solo di flaconi naturali alterati dal caldo

L’esplosione di un pacco all’interno della sede centrale delle Poste di Foligno ha generato ieri un allarme immediato, con l’intervento degli specialisti dei vigili del fuoco e l’applicazione dei protocolli anti-contaminazione. Tuttavia, le analisi successive hanno escluso ogni rischio: il liquido fuoriuscito era semplicemente aloe preparata artigianalmente.

Il sospetto è scattato nel primo pomeriggio, quando un pacco ha improvvisamente esploso il suo contenuto, rilasciando un liquido verde. Le persone presenti nella filiale sono state fatte evacuare e l’area messa in sicurezza. Inizialmente si è temuto un episodio doloso, potenzialmente legato a un atto intimidatorio o a una minaccia biologica.

Le operazioni di contenimento e bonifica sono state svolte dai nuclei specializzati dei vigili del fuoco, che hanno agito secondo i protocolli tecnico-biologici in vigore. Solo dopo un’attenta analisi, è emersa la vera natura del contenuto: due flaconi di un composto a base di aloe, preparato in modo casalingo.

Il mittente era una comunità religiosa di San Severino Marche, che aveva spedito i flaconi a una ragazza residente a Colle San Lorenzo. Le suore, interpellate dalle autorità, hanno confermato di aver confezionato personalmente il prodotto, destinato a uso privato e del tutto innocuo. L’errore è stato quello di non considerare le alte temperature che hanno provocato la fermentazione del liquido, fino a generare l’espansione e la rottura dei contenitori.

Il composto, completamente naturale, ha subito una reazione chimica dovuta al calore, che ha causato una leggera esplosione all’interno del pacco, scambiata in un primo momento per un potenziale pericolo.

Non si sono registrati feriti né danni strutturali, ma il timore iniziale ha spinto i responsabili della filiale ad attivare tutte le procedure di emergenza. La tempestiva risposta degli operatori ha permesso di isolare il pacco e procedere con la verifica del contenuto senza mettere a rischio il personale o l’utenza.

Le suore si sono scusate per l’involontario allarme generato, spiegando che l’invio del preparato a base di aloe aveva finalità esclusivamente terapeutiche e personali, e che ignare delle possibili conseguenze, non avevano segnalato la natura liquida del contenuto.

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